Prealpi soccorso resta solo con i volontari, otto dipendenti a casa dal 2020: "Fermati i trasporti sanitari"

Rimane il servizio di emergenza 118 nella sede di Cordignano, ma dal gennaio 2020 Prealpi Soccorso l’associazione di volontariato guidata da Marco Caliandro, non potrà più effettuare il servizio dei trasporti sanitari.

A seguito di una sentenza della Corte di giustizia europea infatti  i trasporti sono considerati attività economicamente rilevante e quindi da non dare in affidamento diretto ai volontari. Così un servizio che si protraeva per Prealpi Soccorso dal 2005, sodalizio no-profit, verrà a cessare.

E non sarà del tutto indolore: “Non avendo più il servizio in affidamento diretto dei trasporti sanitari per i quali la nostra associazione otteneva il rimborso delle spese vive affrontate per il servizio, dipendenti e mezzi, senza marginalità - conferma il presidente Caliandro - non possiamo più ora come associazione di volontariato partecipare alle gare di appalto dell’Ulss e di conseguenza niente servizio, niente dipendenti”.

La conseguenza è il licenziamento di otto dipendenti che la Prealpi Soccorso, che pure vanta una ottantina di volontari, aveva proprio per il servizio dei trasporti sanitari, figure professionali apposite: tre autisti, tre infermieri e due amministrative.

Restano i volontari, autisti e soccorritori, per il servizio di Pronto soccorso e manifestazioni varie di Protezione Civile, e per i servizi convenzionati di 118, con le 5 ambulanze in dotazione.

Non più la convenzione con l’Ulss per i trasporti da lunedì al venerdì. “Per noi è stato un dramma - afferma Caliandro -, soprattutto per i rapporti umani che abbiamo all’interno della nostra associazione, una famiglia anche con i dipendenti. Purtroppo non avremo più la sostenibilità economica per dare loro lavoro. La decisione è stata molto pesante. Mi dispiace proprio ora che siamo alla vigilia dei 20 anni di attività, ma non possiamo davvero fare diversamente”.

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: Prealpi Soccorso).
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