Vittorio Veneto, omicidio Vaj: richiesta di appello di Patrizia Armellin e Angelica Cormaci contro la decisione del gip

La difesa di Patrizia Armellin presenta richiesta di appello al tribunale del Riesame di Venezia, contro la decisione del gip Piera De Stefani che ha respinto l’istanza di scarcerazione della 53enne.

La donna, è accusata dell’omicidio del compagno Paolo Vaj, in concorso con l’amica Angelica Cormaci”. Il gip ha motivato la sua decisione spiegando che le due donne: “Hanno una personalità violenta che le rende pericolose. Per questo devono rimanere in carcere”.

Spetterà ora al Riesame valutare la richiesta dell’avvocato Marina Manfredi, che ha presentato 20 pagine di motivazioni: “Il quadro indiziario è mutato e non sussistono le esigenze cautelari per farla rimanere in carcere. Abbiamo chiesto la scarcerazione e in subordine i domiciliari nella sua casa, che è stata dissequestrata dalla procura”.

L’appello è basato su vari elementi: “A cominciare dalla nullità degli atti investigativi e dalla violazione del diritto di difesa perché la procura ha svolto alcuni accertamenti irripetibili senza consentirci di prendervi parte” spiega l’avvocato che poi denuncia un’omessa valutazione dei nuovi elementi emersi nel corso delle indagini: “Innanzitutto l’autopsia che ha smentito la prima ricostruzione. E cioè che Vaj sia stato soffocato da Patrizia e Angelica, perché il medico legale ha escluso il soffocamento come causa della morte che sarebbe invece avvenuta per uno schiacciamento toracico. E poi gli accertamenti col Luminol che hanno chiarito che non c’è stato trascinamento del corpo”.

Al vaglio del Riesame anche le lesioni riscontrate sul corpo di Patrizia: “In carcere è stata visitata da un ortopedico che ha mappato le lesioni da strangolamento riportate in seguito alla colluttazione col Vaj. E quel referto è agli atti”.

Analogo ricorso è stato presentato dall’avvocato Stefania Giribaldi che assiste Angelica Cormaci. Intanto le due si sono rivolte al garante per i diritti dei detenuti per denunciare la mancata risposta da parte del tribunale alla loro richiesta di poter comunicare telefonicamente con i propri avvocati.

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: archvio Qdpnews.it).
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