Vittorio Veneto, custodia in carcere per le due donne accusate dell'omicidio di Paolo Vaj. Mute davanti al giudice

Patrizia Armellin e Angelica Cormaci sono comparse questa mattina davanti al gip Piera De Stefani per l’interrogatorio di convalida dell’arresto per l’omicidio di Paolo Vaj. La 52enne di Vittorio Veneto e la 24enne di Lentini, che sono accusate di omicidio volontario in concorso, sono rimaste in silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

I loro avvocati Marina Manfredi e Stefania Giribaldi (nella foto) avevano chiesto la revoca della misura cautelare e o l’attenuazione con gli arresti domiciliari, presso due comunità disponibili ad accoglierle. Ma il gip, dopo quasi quattro ore di camera consiglio, ha disposto la custodia in carcere per entrambe, come chiesto dal sostituto procuratore Davide Romanelli.

Davanti al giudice le due donne, hanno quindi scelto di non confermare quanto confessato venerdì, durante l’interrogatorio informale che si è tenuto nella caserma dei carabinieri di Vittorio Veneto. Durante il quale avevano ammesso di aver ucciso il 57enne, compagno di Patrizia. A eseguire materialmente il delitto sarebbe stata Angelica, intervenuta per difendere la 52enne che lei considera sua madre.

Avrebbe colpito Vaj prima con un bastone di legno per poi finirlo, soffocandolo con un cuscino. Movente del delitto sarebbe stato un banale motivo: la lite scoppiata perché Paolo voleva che Patrizia uscisse insieme a lui. Si attende intanto l’esito l’autopsia che sarà eseguita, dal dottor Alberto Furlanetto, mercoledì pomeriggio.

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
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