Vittorio Veneto, omicidio Vaj, la 24enne Angelica Cormaci si addossa le colpe: "Volevo proteggere mia madre"

A brandire la sbarra di legno per colpirlo e a soffocare Paolo Vaj, sarebbe stata Angelica Cormaci. La 24enne siciliana si sarebbe infatti addossata la responsabilità del delitto di via Cal dei Romani.

E lo avrebbe fatto: "Per proteggere la mamma" e cioè Patrizia Armellin, la 52enne compagna della vittima. Lo avrebbe ammesso nel corso dell’interrogatorio davanti al sostituto procuratore Davide Romanelli e ai carabinieri di Vittorio Veneto, al termine del quale per entrambe è scattato l’arresto per omicidio volontario aggravato.

Gli inquirenti infatti hanno subito escluso l’ipotesi della legittima difesa, con la quale le due donne hanno spiegato l’omicidio del 57enne: "Ci ha aggredite e ci siamo difese".

Anche Patrizia Armellin avrebbe confermato la versione dell’amica, spiegando che si è trattato di una lite degenerata. Le due donne, unite da un legame fortissimo che le ha indotte a presentarsi su Facebook come madre e figlia, hanno spiegato che Paolo sarebbe tornato a casa ubriaco e avrebbe iniziato una discussione con Patrizia.

L’avrebbe colpita con uno schiaffo. Per questo Angelica avrebbe preso il bastone di legno, usato per bloccare le imposte, e lo avrebbe colpito. E quando l’uomo, tramortito dai colpi, è caduto sul letto, lo avrebbe finito soffocandolo col cuscino. Domani, lunedì 22 luglio, Patrizia e Angelica compariranno davanti al gip per l’interrogatorio di convalida.

La 52enne sarà difesa dall’avvocato Martina Manfredi amica da sempre di Paolo Vaj, tanto che lui la definiva "mia cugina". Ad assistere Angelica, sarà invece l’avvocato Stefania Giribelli.

(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto: Facebook).
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