Mastro vinaio chiude a Vittorio Veneto, anzi no: via solo gli alimentari e Mario Posocco a 82 anni venderà 230 etichette di vino

Mastro vinaio - Salumi e formaggi di via Brandolini, storica attività gestita a Vittorio Veneto da Mario Posocco (nella foto), 82 anni ben portati e ancora in attività dopo 70 anni dietro il bancone, chiude a fine mese, o comunque finchè non smaltirà la roba dagli scaffali, con tutto il settore gli alimentari: “Ma rimane il vino, però in oltre duecento brand – ammicca l’anziano commerciante -. Diciamo che limito dopo oltre 50 anni di “casoin” l’area di vendita, tenendo aperta la finestra per i vini, che i vittoriesi, ma anche molta gente che arriva da fuori apprezzano, perché ce ne sono da tutta L’Italia”. Posocco, appassionato di ciclismo, ex dirigente della storica Uc Vittorio Veneto, non nasconde che il “taglio” doveva essere più drastico. 

“Troppi problemi, soprattutto per i parcheggi – afferma – perché quelli davanti al negozio sono occupati da inquilini e dipendenti comunali tutto il giorno. Così è successo che un cliente che viene a comprare 10 euro di prodotto alla fine ne paga 50 di multa perché dimentica di esporre il disco orario sulla corsia sui parcheggi in strada dove è costretto a lasciare l’auto. E non viene più, logico che si perdono lavoro e clienti”.

Ma a parte questo, la crisi del settore ha inciso sulla volontà di chiudere: “A dare il colpo di grazia è stato l’Ipertosano di Colle Umberto, gradualmente. I piccoli negozi come il mio soffrono queste presenze, non possiamo avere magazzino. Ho aperto qui nel novembre del 1994 come negozio di specialità alimentari e gastronomia, poi frutta e verdura. Poi il lavoro è calato, lavoravo solo con clienti da fuori Vittorio Veneto, che probabilmente sapevano apprezzare qualcosa di diverso dalla solita: arrivavano da Belluno, Pordenone ma non bastava. Poi ho iniziato con il vino in bottiglia e poi sciolto. E qui non posso lamentarmi”. 

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Ma l’attività del casoin Mario Posocco l’ha iniziata molto prima, in via Martel per 6 anni fino al 1992 un minimarket, e prima ancora 15 anni di Supermercato a Orsago, e in precedenza ancora 6 anni a Carpesica, vicino casa. “Ho iniziato in bottega finita la quinta elementare e a 82 anni sono ancora qui – afferma -. Una vita intera. Alla mia età è un passatempo, piuttosto che passare le ore in osteria come tanti miei coetanei. La pensione? Cos’è? Piuttosto basta che regga la salute”.

Così rimarrà, sempre aiutato dalla moglie, con le sue 14 spine di vino dalle molteplici varietà, una quindicina di box e altrettanti tipi di vino dall’Umbria, al Veneto alla Puglia: “Arriveremo con 230 etichette, recuperando lo spazio ora utilizzato dagli alimentari. Penso che da inizio luglio qui si potrà venire dunque per comprare solo da bere. Nonostante i parcheggi mancanti e occupati dagli inquilini davanti alle vetrine”.

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® Riproduzione riservata).
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