Ladri senza scrupoli a Vittorio Veneto, assaltata nella notte la sede dei volontari della Lilt di via Mascagni

Dopo le scuole anche i volontari nel mirino dei ladri: assaltata la scorsa notte da due malviventi (nella foto) la sede della Lilt in via Mascagni. I banditi dopo aver scavalcato la recinzione, hanno messo fuori uso sensori e telecamere e sono entrati rovistando nella stanza della presidenza. Hanno portato via la borsa di un medico, contenente un computer e documenti.

Ma il loro raid ha provocato complessivamente danni per alcune migliaia di euro. Prima di scassinare la porta d'ingresso con un bastone hanno danneggiato irreparabilmente  la telecamera, e hanno distrutto anche i sensori di prossimità degli allarmi. Una volta all'interno hanno pure tentato di aprire una cassaforte che però non conteneva denaro, ma solo documentazione e fascicoli personali di pazienti e utenti che ogni giorno vengono in contatto con l’associazione vittoriese. 

Il furto è avvenuto verso le 3: è scattato l'allarme e la presidente Silvana Caputo, svegliata nel cuore della notte, ha formato subito il 112 e avvisato altri volontari che con i carabinieri si sono precipitati in pochi minuti in via Mascagni, trovando però solo le tracce e le effrazioni procurate dai banditi, che non hanno avuto problemi e non si sono preoccupati a lasciare impronte sul pavimento impronte delle scarpe, sporche di terra. 

All’interno avevano aperto tutti gli armadietti, cercavano soldi, ma non ne teniamo in sede - dice la presidente Silvan Caputo -. Ci sono solo documenti. E nemmeno la nostra cassaforte contiene soldi: la teniamo solo per la custodia delle cartelle contenenti dati sensibili relativi alle persone con cui veniamo in contatto. Così sono riusciti a portare via solo una borsa, contenente il computer di una dottoressa che tiene corsi da noi. I nostri computer e altri documenti non sono stati toccati. E' stata una cosa che ci ha molto rattristato perché qui è la sede del volontariato più puro. I nostri soci non hanno rimborsi nemmeno della benzina. Stiamo impegnandoci in raccolte fondi, perchè dobbiamo comprare un’altra auto per prendere facilmente i nostri ammalati. Vorremmo che la gente capisse che facciamo tanto, senza chiedere nulla. Questi episodi fanno stare male".

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: Lilt - Vittorio Veneto).
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