Vittorio Veneto, un parco "inclusivo" al posto del vigneto: richiesta dei genitori formalizzata

Un parco pubblico inclusivo, che possa anche diventare un luogo di incontro e di scambio per realtà diverse come quelle di bambini e anziani, al posto del futuro vigneto accanto alla scuola dell’infanzia di San Giacomo. E’ questa l’idea che alcuni genitori dei bambini che frequentano la struttura vorrebbero realizzare e che hanno presentato mercoledì scorso in un incontro aperto a tutti i genitori degli alunni, a cui hanno partecipato anche il dottor Maurizio Castro, presidente dell’Istituto Cesana Malanotti, proprietario dell’edificio che ospita l’asilo, e il presidente del Comitato di quartiere Mauro Bassetto.

"Ci piacerebbe che una parte del terreno in questione venisse dedicato alla realizzazione di un parco inclusivo, che possa quindi essere fruito da tutti bambini e ragazzi, anche da quelli diversamente abili, ma non solo", hanno spiegato i genitori. Anche per anziani. Chissà se sarà realizzabile, dato che la nuova proprietà dell’area non è proprio dello stesso avviso.

"Esistono poi realtà bellissime in cui bimbi ed anziani convivono in parchi attrezzati per ogni fascia d’età, creando uno scambio reciproco che arricchisce entrambi. Sono realtà già affermate negli Stati Uniti, ma anche in Spagna e nel nord Europa. Ci piacerebbe davvero che il nostro quartiere potesse essere tra i primi ad ospitare un parco così all’avanguardia, che diventerebbe sicuramente un vanto per tutta la città e non solo".

La proposta ha catturato l’interesse de presidente del Cesana Maurizio Castro che si è impegnato a sostenere tale iniziativa. "Il nostro istituto ha già sperimentato durante i mesi del grest estivo questo tipo di scambio tra bambini ed anziani che, come numerosi studi dimostrano, apporta benefici ad entrambi. Per questo – ha dichiarato Castro – se tale idea dovesse diventare realtà, ci candidiamo gratuitamente a dare un sostegno".

Il rischio se non dovesse andare così è che il quartiere di San Giacomo resti senza la scuola dell’infanzia
perché molti chiederebbero il trasferimento dei bimbi in altri asili, facendo mancare i numeri, e verrebbe meno così anche un servizio essenziale per molte famiglie.

(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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