Il senso del gusto è universalmente riconosciuto per la sua potenza evocativa, strettamente collegata alla memoria di esperienze e luoghi. Con “Il Bitto e le Stelle 2023”, l’Agriturismo La Fiorida di Mantello (Sondrio), nel cuore della Valtellina, ha voluto proiettare nei giorni scorsi questa potenzialità nel futuro, accompagnando 500 ospiti lungo un percorso ideale che unisce Milano e Cortina d’Ampezzo, le capitali dei Giochi olimpici invernali 2026.
A tracciare l’itinerario sono stati 18 chef tra i più rappresentativi delle località che, da Milano passando per la Brianza e il Lago di Como, la Valtellina, le Dolomiti e infine Cortina, diverranno il palcoscenico internazionale della massima kermesse sportiva invernale.
Da loro, in degustazione, sono arrivate proposte che parlano di tradizione e territorio, di qualità e sostenibilità. L’intero progetto agrituristico de La Fiorida trae fondamento dallo sviluppo sostenibile, sia delle proprie attività, sia di tutto il sistema economico locale, e nel 2021 e 2022 ha colto il riconoscimento della ‘Stella Verde’ Michelin, attribuita alle realtà che si distinguono per un approccio etico e sostenibile.
A conferma di questo, entro il 2024, La Fiorida potrà addirittura andare oltre l’azzeramento dell’approvvigionamento energetico esterno.
Turismo: sinergia pubblico/privato volàno per lo sviluppo
Con i Giochi 2026, le località ospitanti torneranno ad essere protagoniste dell’evento al pari degli atleti. Per questo il turismo rappresenterà un fattore chiave sia per la capacità organizzativa e ricettiva, sia per come i comprensori si sapranno proiettare oltre lo svolgimento delle competizioni. E per capitalizzare questa opportunità, occorre chiamare a raccolta volontà ed energie delle comunità locali, nessuno escluso, per progettare il futuro e poter dare un sogno da realizzare alle nuove generazioni.
Ne ha parlato Plinio Vanini, fondatore de La Fiorida, aprendo la serata – evento: “Viviamo in un’epoca in cui le persone rappresentano la risorsa più importante e più difficilmente reperibile. Questo perché manca la capacità di alimentare un sogno realizzabile, specie agli occhi delle generazioni più giovani. Pensare di intraprendere un percorso imprenditoriale in ambito turistico-ricettivo richiede ingenti risorse, che spesso vanno persino oltre le forze di chi già ha un’attività avviata.
Occorre quindi stringere una sinergia pubblico/privato che possa alleggerire la burocrazia e rendere accessibili risorse per investimenti nello sviluppo di una ricettività di qualità, quale motore di una virtuosa economia turistica.
Sostenere le imprese di questo comparto significa sostenere occupazione e indotto locale, specie ora che, grazie alle Olimpiadi Invernali, le nostre località e i nostri prodotti potranno avere un’occasione di promozione dalla portata irripetibile”.
Un messaggio quanto mai attuale per un comparto in fermento per l’approssimarsi dell’accensione del braciere olimpico del febbraio 2026, e raccolto anche dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha così risposto alle riflessioni di Plinio Vanini: “La nostra Regione ha un modello che costruttivamente applica la collaborazione tra pubblico e privato. Se ci sono criticità da risolvere o progetti da costruire, siamo abituati a cercare ed attuare le soluzioni insieme. E allo stesso modo crediamo nelle Olimpiadi: idee e programmi di valorizzazione sono già operativi e c’è ancora spazio per promuoverne. Anche in questo caso, quanto si dimostra sostenibile può contare su supporto e risorse concrete”.
Nel corso della serata non sono mancati i ringraziamenti anche al presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che assieme all’omologo lombardo Attilio Fontana ha reso possibile il sogno di ospitare sulle Alpi italiane le Olimpiadi invernali 2026.
(Foto e video: Qdpnews.it).
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