Zanoni (Pd) attacca Zaia su Prosecco e sostenibilità ambientale: "Decida lui, non i consorzi"

Il consigliere regionale dem Andrea Zanoni all'attacco del presidente Luca Zaia dopo le dichiarazioni del governatore a Godega di Sant'Urbano lunedì sera: "Ricordo a Zaia che è lui il presidente del Veneto, è inutile che continui a dispensare consigli senza prendere decisioni vincolanti. Non può lasciare la gestione del territorio esclusivamente in mano ai Consorzi del Prosecco”, è la replica alle affermazioni del governatore, intervenuto a Godega al convegno sul Prosecco, dove ha  ribadito che non autorizzerà ulteriori 1.200 ettari di glera nel Trevigiano. 

“Zaia chiude la stalla quando i buoi sono scappati - afferma Zanoni in una nota -  visto che il paesaggio della Marca è già stato modificato da questa monocoltura, che ha mangiato decine di ettari di boschi e prati stabili spesso con imponenti sbancamenti. Ma gli effetti collaterali sono molteplici: più inquinamento delle falde e dei corsi d’acqua a causa dell’aumento dell’uso di pesticidi, così come confermato da dati ufficiali, maggior consumo di suolo, perdita della biodiversità e scomparsa di molte specie di uccelli".

In provincia di Treviso, come ha poi sottolineato Zanoni, ci sono 40mila ettari a vite, in tutto il Veneto quasi un terzo è ormai destinato alla glera, cioè con 34.200 ettari su 94.400 totali. "È evidente come il settore sia ormai saturo, il vino ha un giro di affari in Italia tra i cinque e i sei miliardi di euro l’anno, solo il Prosecco Doc ‘vale’ quasi 2,4 miliardi, nel 2018 c’è stato un incremento del valore complessivo delle vendite al consumo del 13,4% e del valore a bottiglia del +6,9%. Ma con questo ritmo potrebbe essere una bolla destinata a scoppiare, grazie anche ai cospicui finanziamenti della Giunta Zaia che in meno di un anno ha stanziato per il settore decine di milioni alimentando la corsa al Prosecco". 

Una corsa che ha ricordato sempre Zanoni avrebbe anche portato a casi limite incredibili nel Trevigiano: "Dal taglio dei filari di cipressi dedicati ai caduti della Prima guerra mondiale a Vidor alla richiesta di coltivare addirittura nell’area della necropoli romana ancora a Vidor, alla realizzazione di un vigneto confinante con un asilo nido a San Giacomo o di uno da 175.000 metri quadri in un’area esondabile a Follina".

Mentre per  la sovrapproduzione di uva distrutta direttamente sul posto dalle macchine raccoglitrici si sarebbero verificate decine di sversamenti illegali di refluo nei corsi d’acqua, con inquinamento di fiumi e torrenti, moria di migliaia di pesci e distruzione della flora fluviale”.

Insistendo ancora sulla sostenibilità ambientale, Zanoni torna a chiamare in causa direttamente Zaia: “Un presidente di Regione non può dire ai Consorzi che prima o poi dovranno affrontare questo tema. Spetta a lui mettere paletti, stabilire regole e sanzionare chi sgarra. È inutile dire ‘il futuro è nel biologico’ quando poi non fa niente in concreto, se non affidarsi alla sensibilità personale dei viticoltori”.

(Fonte: Andrea Zanoni).
(Foto: Archivio Qdpnews.it).
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