Giovani e scuola: in azienda c’è posto per 193 mila super-tecnici, ma uno su tre non si trova

Fino a giovedì 31 gennaio sono aperte le iscrizioni online al prossimo anno scolastico, un momento decisivo per il futuro di tanti giovani e per una "scelta consapevole". Confindustria stima che saranno 193 mila i posti di lavoro a disposizione nei prossimi tre anni nei 6 settori più rilevanti del Made in Italy, ma 1 su 3 sarà di difficile reperimento vista la scarsità dell'offerta formativa soprattutto per le competenze tecnico-scientifiche medio alte. Un mismatch che riguarda anche il nostro territorio (circa 4 aziende su 10).

Su questo tema interviene Anna Viel, presidente dei Giovani Imprenditori di Assindustria Venetocentro delegata all'Education, Scuola per sottolineare il valore dell'orientamento da parte di famiglie, scuola e mondo delle imprese e del dialogo reciproco, nonostante il dimezzamento dell'alternanza. E la responsabilità degli imprenditori di raccontare e far riscoprire l'industria come un'opportunità per tutti. Di seguito, pubblichiamo intergralmente il suo intervento:

Gennaio è il mese del futuro, il mese delle scelte. In questi giorni, e fino a giovedì 31, tanti giovani si stanno iscrivendo alle scuole superiori e tanti altri, più grandi, dovranno cominciare a decidere cosa fare dopo il diploma, magari lavorare, o continuare in un Its o in un'università. In questo momento decisivo per la loro crescita è importante soffermarsi su alcuni concetti chiave. La giovane età della scelta, infatti, non agevola la visione completa e quindi la consapevolezza che essa meriterebbe.

Qual è lo scenario del futuro, in che direzione evolve il mondo del lavoro e quali sono le necessità delle imprese? Lo scenario è quello di una continua e sempre più rapida trasformazione, di tutte le competenze e professioni. Il 65% dei ragazzi che sono oggi a scuola farà un mestiere che non è stato ancora inventato. È un cambiamento sismico: uomini, robot e algoritmi posti in collaborazione.

Confindustria stima che da qui al 2021 l’industria italiana avrà bisogno di 193 mila super-tecnici, soltanto in 6 settori chiave del "Made in Italy", in cui siamo un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo e che hanno un continuo bisogno di giovani competenti: meccanico, Ict, chimico, alimentare, moda, legno-arredo. Ma vista l’offerta formativa attuale, cioè il numero degli studenti che sta uscendo dal nostro sistema educativo, quasi 70 mila persone (1 su 3), metà dei quali under 29, sarà di difficile reperimento nei prossimi tre anni. Oltre 100 mila irreperibili nei prossimi cinque.

Le attuali scelte dei nostri ragazzi possono cambiare questo quadro, che è paradossale. Inaccettabile, se pensiamo che con un tasso di disoccupazione giovanile del 30%, tanti imprenditori, anche nel nostro territorio (4 su 10), non trovano giovani che possano portare quel talento che può far crescere le loro aziende. Come in ogni scelta, è fondamentale conoscere. La mole di informazioni disponibili e l’apparente semplicità di accedervi, porta a pensare che la scelta sia agevole. Il bombardamento di informazioni riduce, invece, le occasioni di approfondimento e confronto. Quante informazioni, spesso incontrollate, arrivano ai ragazzi solo online? Quante poche volte, invece, l’esperienza vera e diretta arriva a compimento? Il distacco tra la vita reale e quella dipinta dai social, spesso impedisce o fuorvia una scelta consapevole. 

Il ruolo del mondo adulto è allora cruciale per il buon orientamento: professori che con passione raccontano e seminano cultura, genitori che con amore si spendono ad approfondire e crescere con i ragazzi. E il mondo dell’impresa che ha il dovere di incontrare gli studenti, di tutti i livelli, per raccontare loro che siamo la seconda manifattura d’Europa e abbiamo bisogno del loro talento. Raccontare di che tipo di profili abbiamo bisogno: da professioni intellettuali, scientifiche e di alta specializzazione (ingegneri, progettisti, specialisti informatici) a professioni tecniche (tecnici dei processi produttivi, conduttori di impianti). Affinchè soprattutto chi sta finendo la scuola possa scegliere consapevolmente e trovare nell’industria una strada ricca di occasioni per il proprio futuro.

Ma è necessario che mondo della scuola e imprese si parlino e si riconoscano a vicenda. E continuino a credere nel dialogo reciproco: nonostante barriere che si stanno rafforzando, basti pensare al dimezzamento di ore obbligatorie e di finanziamenti per l’alternanza.

Il baricentro della scelta va spostato, mettendo al centro i ragazzi e le famiglie, l’orientamento e il loro futuro. A noi imprenditori la responsabilità di dialogare direttamente con le nuove generazioni, con i loro genitori, i loro insegnanti. Di raccontare e far riscoprire l’industria come un’opportunità per tutti, come possibile ambito di affermazione e crescita, fino alla realizzazione dei loro obiettivi e sogni.

Anna Viel
Presidente dei Giovani Imprenditori di Assindustria Venetocentro delegata all'Education Scuola



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