Il deputato Federico D’Incà (M5S): "Tolto lo scudo su Consob e banche, promessa mantenuta"

Federico D’Incà (nella foto),  deputato Questore della Camera e componente della Commissione Bilancio, commenta l’emendamento approvato lunedì sera in Commissione che ha accolto la richiesta delle associazioni di risparmiatori truffati dalle banche, migliorando così il testo sul ristoro e facendo saltare lo scudo per banche e Consob. La norma originaria prevedeva infatti la rinuncia all’esercizio di qualsiasi diritto e pretesa, una volta accettato il pagamento del 30% del danno subito, a carico del Fondo.

"La misura nel testo originario avrebbe tenuto tutti al riparo dalla giustizia, anche quelle autorità di vigilanza che in più occasioni hanno fatto lo scaricabarile delle responsabilità su chi doveva vigilare – dichiara D’Incà – Si sarebbe trattato di un condono di fatto per delle colpe che erano chiaramente emerse nel corso dei lavori della Commissione di inchiesta sulle banche, fortemente voluta dal M5S nella scorsa Legislatura".

"Con l’approvazione dell’emendamento – continua il deputato del Movimento 5 Stelle – saltano quindi le condizioni poste per l’ottenimento del rimborso del 30% accertato da una sentenza, restando impregiudicato il diritto dei risparmiatori di agire in giudizio per il risarcimento della parte eccedente del danno subito".

"Si tratta di una richiesta sollecitata dalle associazioni di risparmiatori truffati che il governo ha recepito e tradotto in norma – conclude il deputato del Movimento 5 Stelle – Ora i risparmiatori potranno fare affidamento ad oltre 1,5 miliardi di euro nei prossimi 3 anni stanziati dal governo ma anche rivalersi sulle autorità di vigilanza e gli altri soggetti dopo aver ricevuto il risarcimento parziale. Il testo originario doveva essere migliorato e lo abbiamo fatto alla prima occasione utile".

(Fonte: www.federicodinca.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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