Valdobbiadene, ieri la cerimonia di consegna alla comunità del sito della "Montagnola" grazie agli Alpini di Funer-Colderove

"Oggi siamo protesi verso la speranza. Non sappiamo se i ragazzi che hanno perso la vita in questo luogo, ormai 100 anni fa, sperassero davvero in un futuro migliore. Sappiamo solo che erano consapevoli di fare il loro dovere".

Queste parole hanno colpito ed emozionato tutte le persone che ieri mattina, domenica 9 giugno 2019, hanno voluto partecipare alla cerimonia di consegna alla comunità della Sinistra Piave del sito della "Montagnola", una collina che si eleva sopra la località "Settoli Bassi" a Valdobbiadene, nelle vicinanze di viale Europa.

Una giornata storica per la sezione di Valdobbiadene dell'Associazione Nazionale Alpini che, grazie al grande impegno del gruppo degli Alpini di Funer-Colderove, ha recuperato un'area demaniale, rimasta incredibilmente intatta, che è stata finalmente restituita alla storia donandole una veste tale da poterla considerare uno strumento in grado di ricordare chi ha donato la vita per quel senso del dovere e dell'attaccamento alla Patria che, ormai, sembrano essere soltanto un lontano ricordo del passato.

In questo luogo, il 28 ottobre del 1918, perse la vita, insieme ad altri Alpini, il capitano Francesco Tonolini, comandante della 137esima Compagnia, il quale, dopo che il Battaglione M.Stelvio ebbe ricostruito il ponte sul Piave, in località Molinetto di Pederobba, decise di conquistare la "Montagnola" dopo l'arrivo dell'ordine di cooperare con il Battaglione Verona per l'attacco all'esercito nemico presente sulla "Montagnola". In quell'occasione vennero fatti prigionieri 150 uomini e furono catturate 12 mitragliatrici. Al capitano Francesco Tonolini, per il grande gesto di coraggio, venne concessa in seguito la Medaglia d'Oro alla memoria.

Il periodo storico di riferimento è successivo alla rotta di Caporetto e alla conseguente ritirata dell'esercito italiano lungo la linea difensiva Monte Grappa-Fiume Piave. Il 10 novembre del 1917, il territorio tra Valdobbiadene e la frazione di San Vito venne occupato dalle truppe germaniche e austro-ungariche.

Durante l'anno di occupazione, gli austro-ungarici costruirono opere difensive su tutto il territorio. L'altura della "Montagnola", per le sue caratteristiche morfologiche e trovandosi nelle vicinanze del fiume Piave, venne trasformata in un caposaldo munito ed attrezzato. Nello stesso luogo furono ricostruite trincee, varie postazioni di mitragliatrici e più ordini di reticolati posizionati a fini difensivi.

Con il recupero della "Montagnola" il visitatore potrà immergersi pienamente nell'atmosfera in cui si trovavano gli uomini che vissero gli ultimi giorni della loro vita in un luogo che, ora, è circondato da vigneti, simbolo della rinascita di Valdobbiadene e della sua gente dopo gli orrori della guerra.

Il programma della mattinata è iniziato con la sfilata, accompagnata dalla banda cittadina "Sergio Dal Fabbro", dei numerosi gruppi di Alpini presenti, tra cui il presidente della sezione Alpini della Valcamonica, del locale gruppo dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia, del sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese, delle diverse autorità dei Comuni di Valdobbiadene, di Farra di Soligo e di Pieve di Soligo, dell'onorevole Raffaele Baratto, del presidente dell'Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero, del direttore dei lavori Fabio Callegaro e di alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine.

Toccanti i momenti dell'Alzabandiera e della deposizione di una corona d'alloro per onorare i caduti. Prima del pranzo a Pra' Cenci, inoltre, i presenti hanno potuto assistere alla Santa Messa presieduta da padre Gianromano Gnesotto che, dall'altare sistemato per l'occasione in quell'altura così significativa, ha dichiarato: "Oggi celebriamo l'unità e la concordia, che si faccia sempre più avanti la pace per ricordare degnamente tutti i giovani morti in queste terre durante la Prima guerra mondiale".

Il sito della "Montagnola" è un regalo che il gruppo degli Alpini di Funer-Colderove ha voluto fare alla comunità di Valdobbiadene con l'auspicio che, meditando e scrutando l'orizzonte da questo colle tristemente famoso per le tragiche vicende belliche, si possa riflettere ancora una volta sulla fortuna di poter vivere in un periodo di pace, circondati da un paesaggio spettacolare.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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