Ieri sera a Valdobbiadene la presentazione del nuovo libro dello storico Luca Nardi

Si è tenuta ieri sera, sabato 2 febbraio 2019, la prima presentazione del nuovo libro di Luca Nardi, collaboratore di Qdpnews.it, "Ombre e luci, parole e silenzi. Valdobbiadene e la Sinistra Piave tra il gennaio del 1944 e il maggio del 1945".

Tanti occhi lucidi e un'insolita concentrazione hanno accompagnato soprattutto i momenti in cui sono state lette le testimonianze di chi ha vissuto i drammatici fatti della fine della Seconda guerra mondiale nel Quartier del Piave o di chi ha perso amici o familiari durante la guerra.




I racconti sul "Bus de croda" di Saccol, sulla "grande Spinoncia" di Combai di Miane e sul "bosco Rondola" di Segusino, i luoghi di alcune delle stragi analizzate durante la serata, hanno catturato l'attenzione dei presenti che, dopo tanti anni, hanno sentito risuonare in pubblico i nomi di alcuni teatri della morte che per molto tempo, per paura di possibili ritorsioni o soltanto per il quieto vivere e per la voglia di dimenticare, difficilmente venivano pronunciati.

Vicende che, lo testimonia la serata di ieri, non sono state mai comprensibilmente digerite da chi ha subito, da una parte e dall'altra, pesanti perdite e da chi ha vissuto immensi dolori.

Dopo il saluto iniziale del vicesindaco del Comune di Valdobbiadene, Pierantonio Geronazzo, l'assessore Tommaso Razzolini ha citato l'assessore all'istruzione e al lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan, che a distanza ha voluto omaggiare lo storico Luca Nardi con un particolare ringraziamento per il coraggio dimostrato nel decidere di approfondire e presentare al pubblico un argomento così delicato.

Verso la fine della serata è intervenuto anche Albino Cordiali, sindaco di Vidor, uno dei Comuni che insieme a Valdobbiadene, Miane e Segusino hanno deciso di dare il patrocinio a questo libro. Presenti in sala anche Giuseppe Nardi, sindaco di Farra di Soligo e Giuliana Barazzuol, dirigente dell'Istituto "Giuseppe Verdi" di Valdobbiadene.

Tanti i ringraziamenti arrivati all'autore per essere stato capace di raccontare, e non riscrivere, questa storia così dolorosa.

"Raccontare queste vicende era rischioso - dichiara Nardi - ma era doveroso tentare perché sono convinto che le donne e gli uomini che vissero quegli anni, indipendentemente dalle loro scelte politiche, abbiano il diritto di essere ricordati senza più zone d'ombra, così che la luce delle parole possa illuminare i silenzi imposti dall'indifferenza, dalla paura e dal voluto oblio. Tutto questo è Ombre e luci, parole e silenzi."





(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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