Forze dell'ordine, in 1.500 nella provincia di Treviso con contratto di lavoro scaduto: oggi la mobilitazione nazionale

“Il contratto di lavoro, per quel che attiene la parte economica, è scaduto da ormai quattro mesi e la parte normativa relativa al vecchio accordo evidentemente non interessa al Governo che, ancora, non convoca le parti sindacali". A darne notizia è la segretaria provinciale del Silp Cgil di Treviso Nicoletta Reibaldi (nella foto, al centro).

"Una inerzia e un disimpegno inaccettabili che mortificano i 1.500 lavoratrici e i lavoratori della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria, della Guardia di Finanza e dell’Arma dei carabinieri in provincia di Treviso, che ad aprile dovranno accontentarsi degli spiccioli relativi alla vacanza contrattuale - prosegue Reibaldi - Per questo, come sindacati Silp Cgil e Fp Cgil di Treviso, abbiamo aderito alla mobilitazione nazionale di oggi organizzando un primo volantinaggio interno, dagli uffici della Polizia di Stato (dove trovano impiego 480 persone) a quelli della Polizia Penitenziaria, per chiamare a raccolta i lavoratori della categoria”. 

“Non ci stiamo a essere prigionieri di un uso propagandistico della sicurezza - sottolinea Nicoletta Reibaldi -, l’operato prezioso che viene svolto quotidianamente a tutela dei cittadini e delle Istituzioni merita di essere valorizzato nelle condizioni di vita, di lavoro e nel riconoscimento economico. E solo il rinnovo contrattuale può restituire agli operatori del comparto sicurezza piena dignità”.

“La negazione del contratto di lavoro è una forma seria di prevaricazione da parte di qualsiasi governo ed è dovere di chi rappresenta i lavoratori evidenziare quanto viene oggi negato - aggiunge Giovanna Gagliardi dirigente nazionale Silp Cgil -. Peraltro siamo i soli, nel panorama sindacale del comparto, a manifestare per ciò che ci spetta di diritto”.

(Fonte: Sp Cgil).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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