Uffici postali di Treviso, Campaner (Filcams Cgil): "Ridotto all'osso l’orario delle addette alle pulizie"

Due cambi d’appalto in sei mesi, arretrati non pagati e immotivate unilaterali riduzioni di orario di lavoro. Questa è la drammatica situazione che vivono le 37 addette alle pulizie dei circa 200 uffici postali sparsi sul territorio provinciale. La fotografia di questa vicenda di lavoro povero vissuta da queste donne è scattata dalla Filcams Cgil di Treviso che in quest’ultimo anno ha incessantemente tentato di tutelare le lavoratrici.

A ripercorrere i fatti che vedono il sindacato sul piede di guerra è Wilma Campaner della Filcams Cgil trevigiana che spiega: "Il primo cambio d’appalto per la pulizia degli uffici postali è avvenuto il 1° settembre dello scorso anno. Le lavoratrici, sempre in arretrato di un paio di mensilità di stipendio e con la tredicesima spalmata nel semestre dell’anno successivo, passano da Global Service Società Cooperativa di Caltanissetta al Consorzio Meridionale Servizi. Per rientrare delle spettanze abbiamo aperto una vertenza legale ma nulla ancora è rientrato. Dopo circa un mese dall’ingresso, il nuovo gestore, il Consorzio Meridionale Servizi, apre la procedura di mobilità per 11 esuberi e contestualmente, e paradossalmente, nega la possibilità di ferie alle lavoratrici. La mobilità viene richiesta perché, a detta del Consorzio, Poste Italiane Spa ha chiuso uffici postali del territorio e richiesto la riduzione degli orari degli interventi. Ma la procedura viene ritrattata perché i fatti non corrispondevano al vero. E proprio per poter capire cosa Poste chiedevano al gestore, come Sindacato abbiamo preteso il capitolato d’appalto, ma non ci è stato dato e nessuno si è presentato all’incontro fissato a tale scopo".

"All’inizio di gennaio arriva poi la comunicazione del secondo cambio di appalto, questa volta tra il Consorzio Meridionale e Idea Servizi Integrati Srl, alla quale chiediamo un incontro e il capitolato. Invece, all’incontro Idea avanza la richiesta di riduzione dell’orario di lavoro. È da tener presente – sottolinea Wilma Campaner – che sono contratti che vanno da 6 a un massimo 20 ore settimanali. Da lì alle lavoratrici arrivano raccomandate che comunicano la decisione unilaterale del cambio e della riduzione di orario, con la chiamata a firmare il 13 marzo il nuovo contratto individuale di assunzione, a quelle condizioni. La mancata firma sarebbe stata considerata rinuncia al posto di lavoro".

"Una farsa - continua - perché al Centro per l’Impiego invece la società aveva già comunicato l’assunzione di tutto l’organico. In una dozzina hanno firmato, consentendo così alla riduzione anche di molto dell’orario, a volte anche dimezzato. E poi la cosa strana è che a sottoscrivere le assunzioni per Global Service, Consorzio Meridionale e Idea Servizi Integrati è sempre la stessa persona. Inoltre, nella busta paga le lavoratrici si sono trovate applicata la riduzione di orario, e dunque di salario, quando invece è stato rispettato l’orario in vigore con l’appalto di settembre. Quelle ore sono state lavorate".

"Siamo a chiedere un intervento diretto di Poste Italiane Spa, responsabile in solido nei confronti di queste lavoratrici – conclude la Campaner – perché si ripristini la regolarità del capitolato di appalto, si rispettino i diritti delle lavoratrici e, infine si mettano i dipendenti e gli utenti delle Poste nelle condizioni di operare in luoghi di lavoro puliti e dignitosi. Considerando che, con gli orari previsti da Idea Servizi Integrati, per alcuni uffici i minuti a disposizione per la pulizia sono appena 13".

(Fonte: Filcams Cgil Treviso).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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