Treviso, l'invito della Carinzia alle imprese a trasferirsi. Baratto (FI): salviamo lo sviluppo

Una lettera indirizzata ai presidente delle regioni Veneto e Friulia Venezia Giulia, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, istituzioni regionali locali, deputati veneti e associazioni di categoria, quella che l'onorevole Raffaele Baratto (nella foto)  ha inviato oggi per denunciare il rischio che stanno correndo il Veneto ed il Nordest.

L'intervento di Baratto è volto a contrastare le misure economiche approvate recentemente dal governo, in particolare il decreto dignità, e muove da un'iniziativa della regione austriaca della Carinzia, che come accade da qualche anno, a fine mese ha organizzato proprio a Treviso un meeting per invitare le imprese locali a trasferirsi in Austria.

L'ex sindaco di Pederobba incalza denunciando le condizioni in cui in Italia e Veneto si è costretti a fare impresa: "Assisto nuovamente all’ennesimo tentativo di depauperare il nostro territorio della sua risorsa più importante: le imprese. Non è, purtroppo, una novità e conosco bene gli effetti sul tessuto sociale delle delocalizzazioni. Pensare tuttavia di poter contrastare questo fenomeno punendo le imprese che delocalizzano come previsto dal decreto dignità, significa non aver mai gestito una crisi industriale".

"Come si può pretendere, infatti, che un'impresa continui a rimanere nel nostro Paese, quando il prelievo fiscale complessivo è del 64,8%?", domanda Baratto, che poi sottolinea "la concorrenza spietata di Paesi che stanno come noi nell'Unione Europea".

"Pagheremo a caro prezzo il dilettantismo. I primi effetti del Decreto voluto dal Governo nella provincia di Treviso si sono già palesati: 150 dipendenti non si vedranno rinnovato il contratto, con conseguenze sociali devastanti", chiosa Baratto con riferimento al recente caso della Stiga di Castelfranco.

Baratto propone una piattaforma a tutti i parlamentari veneti per portare le istanze del Veneto e dell'impresa anche all'interno della finanziaria, proponendo tre misure: "Primo, il governo dovrà proporre alla Commissione Europea l'adozione di una nuova direttiva sul "dumping fiscale", che impedisca fenomeni come quello che stiamo subendo da parte di Paesi che condividono la nostra appartenenza europea. Secondo, chiederemo l'immediata abolizione del decreto dignità, che tanti danni sta creando anche in Veneto. Terzo, 5 miliardi destinati al taglio del cuneo fiscale ed altri cinque al taglio delle imposte sugli utili da reinvestire in azienda".

L'onorevole trevigiano conclude con un invito indirizzato a tutti i parlamentari: "Siamo stati eletti in Veneto, nella terra delle imprese e dei sacrifici che hanno generato il miracolo economico. Al di là delle posizioni di partito, a questa storia e a questa tradizione non dobbiamo solo rispetto, ma siamo chiamati a preservarla da chi vorrebbe defraudarci del futuro. E’ l’ultima chiamata per schierarsi dalla parte del Veneto, delle imprese e dei lavoratori".

(Fonte: Raffaele Baratto).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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