Treviso, truffa ai danni di un asilo della provincia: si è finto un funzionario dell'ufficio regionale

Un sedicente funzionario dell’ufficio scolastico della Regione Veneto, mediante una falsa comunicazione di errato accredito di denaro da parte del ministero dell'Università e della ricerca (Miur) in favore di un asilo nido della provincia di Treviso, che doveva essere tempestivamente restituito, in quanto, in caso contrario, i fondi destinati a quella struttura sarebbero stati bloccati, ha raggirato la responsabile della suddetta scuola materna.

La denunciante è stata indotta a versare la differenza in denaro in favore di coordinate bancarie riconducibili ad una carta Postepay, attivata in un ufficio postale di Torino seguendo le indicazioni telefoniche fornitele dal sedicente funzionario dell’Ufficio regionale scolastico.

A seguito della segnalazione ricevuta, il personale della Polizia di Stato si è attivato immediatamente analizzando la movimentazione contabile della Carta Postepay ricaricata e, riscontrando cronologicamente le corrispondenti immagini acquisite dagli uffici postali ove risultavano eseguite le operazioni, è riuscito ad individuare in una insospettabile mamma, la beneficiaria delle somme indebitamente sottratte all’istituto scolastico.


Treviso Polizia truffa asilo

La successiva attività d’indagine ha permesso di individuare nel suo compagno l’ideatore della truffa portata a termine mediante l’utilizzo di utenze telefoniche intestate a cittadini stranieri. Lo scorso 25 settembre il personale del Compartimento Polizia postale e delle comunicazioni “Veneto” di Venezia, unitamente ai colleghi del Compartimento “Piemonte” di Torino, ha dato esecuzione ai provvedimenti di perquisizione domiciliare emessi dal sostituto procuratore della Repubblica del tribunale di Treviso, titolare dell’indagine.

L’attività di perquisizione, effettuata dal personale della Specialità ha fornito ampi riscontri investigativi utili al proseguo delle indagini ed è avvenuta in una zona di degrado urbano.

Attualmente si sta vagliando attentamente la posizione dei due soggetti individuati, G.T. 26 anni e M. G. 23 anni, entrambi pluripregiudicati, al fine di acclarare il coinvolgimento dei medesimi in altre truffe portate a termine in danno di numerosi istituti religiosi e scolastici anche di altre regioni, con il medesimo modus operandi di quello emerso in questa indagine.

(Fonte e foto: Questura di Treviso).
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