Una domenica emozionante a Fratta di Tarzo con la Festa dell’Emigrante e i Cortili dell’Arte

Poche feste hanno un valore simbolico così elevato come la Festa dell’Emigrante, che a Tarzo è giunta alla 44esima edizione. Fu un’epopea quella che vide intere famiglie lasciare il Veneto, spopolando borghi e contrade.

Contadini e braccianti si imbarcarono per “le Americhe”, per scappare dalla povertà. Nel sud del Brasile i nostri emigranti fondarono nuovi insediamenti, con nomi che richiamavano le città d’origine, cittadine dove ancora oggi si parla in ‘Talian’, un dialetto che conserva parole ed espressioni da noi ormai estinte.

Più della metà delle partenze avvenne prima della Grande Guerra, un’altra seconda grande ondata di emigrazione si verificò nel secondo dopoguerra, con i veneti che partirono verso l’Europa Settentrionale, il Canada e l’Australia e le più vicine Francia, Svizzera, Belgio e Germania. Da qualche anno la storia si ripete, anche se con numeri e proporzioni diverse.

Oggi a partire sono i giovani diplomati e laureati; non solo “ fuga di cervelli”, ma ricerca di maggiori opportunità fuori dai confini nazionali. Storie di uomini che diventano storie di luoghi.

Ieri a Tarzo, l’affetto della gente verso i tanti emigranti e figli di emigranti giunti nel borgo era palpabile ed evidente. Tutti si riconoscevano nei labari delle sezioni dei “Trevisani nel Mondo”.

Dopo il ritrovo e la Santa Messa, il discorso di saluto del sindaco Vincenzo Sacchet, orgoglioso di riaccogliere gli emigranti nella terra natale e delle autorità presenti, si è simbolicamente tenuto al Monumento dell’Emigrante, dove è stata posta una corona d’alloro.



Poi tutti si sono ritrovati nello stand della Proloco a mangiare lo spiedo, a raccontarsi le storie di figli e nipoti, a testimonianza di legami sempre saldi e ben coltivati. Contemporaneamente , sempre a Fratta, si svolgeva la manifestazione “I Cortili dell’Arte”, giunta alla decima edizione.

Come spiegato dall’assessore alla cultura di Tarzo Michela Cesca, lo scopo dell’iniziativa è quello di valorizzare il borgo di Fratta, uno dei gioielli del comune lacustre. Una novantina di artisti posizionati nei portici, nei cortili delle case e nelle stalle messe a disposizione dai residenti.

L’organizzazione dell’evento è curata dalla Proloco di Tarzo. Il presidente Luciano Piaia, coadiuvato da un centinaio di volontari, sottolinea lo sforzo fatto per far crescere la manifestazione.

Per festeggiare le 10 candeline sulla torta dell’evento, è stato restaurato un affresco del ‘700 di Antonio Dal Gobbo, raffigurante la Madonna con Sant’Antonio, situato sulla parete esterna di una vecchia casa del borgo. Inoltre è stato realizzato un mosaico che rimarrà ad abbellire Fratta.

Verso sera, quando il sole comincia a calare sui Laghi, è giunto il momento di tornare a casa, con addosso la bella sensazione di aver passato una giornata in armonia, coccolati dalla tipica ospitalità veneta di gente semplice che vive in luoghi unici.



(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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