Piene del Piave, Regione presto al lavoro per la sistemazione degli argini anche a Susegana

Sono stati affidati nei giorni scorsi due ulteriori lavori di difesa idrogeologica nel tratto del medio Piave che coinvolge diversi Comuni della provincia di Treviso.

Il primo progetto prevede la sistemazione dell’alveo, delle sponde e delle strutture arginali al fine di garantirne la piena funzionalità in occasione dei fenomeni di piena e coinvolgerà principalmente aree inerenti i Comuni di Breda, Cimadolmo, Maserada, Nervesa della Battaglia, Ponte di Piave, Salgareda, San Biagio di Callalta, Spresiano, Susegana (nella foto il ponte sul Piave durante la piena straordinaria di autunno) e Zenson.

“I lavori previsti, per i quali abbiamo impegnato 500 mila euro – dettaglia l’assessore regionale alla Difesa del suolo Gianpaolo Bottacin -, consistono innanzitutto nel taglio della vegetazione infestante lungo le sponde e i petti arginali, la rimozione delle piante abbattutesi in alveo o prossime allo schianto, il ripristino di opere di difesa danneggiate e la sistemazione dei manufatti di interclusione idraulica, le cosiddette chiaviche”. I lavori, per i quali saranno allestiti diversi cantieri, proseguiranno durante tutto il corso dell’anno.

L’altro intervento è invece inerente il secondo stralcio di un’opera che riguarda circa 2,3 km di fiume: “Appena completata la prima parte dei lavori giunti quasi al 90% – specifica Bottacin -, che hanno registrato un lieve ritardo a causa del maltempo dello scorso autunno e per i quali avevamo già investito 1,2 milioni di euro, con l’avvio della primavera proseguiremo in continuità anche con la seconda fase che interesserà particolarmente Ponte di Piave, ma che coinvolgerà anche i comuni di Zenson, San Biagio e Salgareda. In questo caso le risorse ulteriormente stanziate sono di 1,1 milioni di euro”.

Previsti, nello specifico, il taglio delle alberature, la movimentazione del materiale litoide (circa 63 mila metri cubi) che si è accumulato nell’alveo, con l’eliminazione di due isolotti formati da detriti e vegetazione e il rafforzamento delle opere di difesa idraulica con ripristino di tratti in frana mediante la realizzazione di nuove protezioni di sponda. La durata stimata per questi lavori è di 240 giorni.

“Per l’amministrazione Zaia la sicurezza idraulica ha valore prioritario – conclude Bottacin – tant’è che continuiamo a investire importanti risorse per dare massima attuazione a quel piano generale da quasi tre miliardi di euro, che abbiamo predisposto con la supervisione del professor D’Alpaos, e di cui in questi anni abbiamo già completato o avviato centinaia di interventi per circa 900 milioni di euro”.

(Fonte: Regione Veneto).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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