Emozione, adrenalina e fatica, tanta fatica. Un filo “rosa” che lega il mondo delle due ruote a pedali con la salita simbolo delle colline dell’Alta Marca trevigiana.

Il Giro d’Italia giovani si è concluso ieri sul Muro di Ca’ del Poggio, location perfetta per celebrare il gran finale della corsa ciclistica riservata agli under 23 dopo dieci giorni e oltre 1.100 chilometri di corsa sulle strade di quattro regioni (Lombardia, Emilia Romagna, Trentino e Veneto).


Uno spettacolo unico, come sempre accade quando le strade del Giro - che sia dei grandi o dei giovani - incontrano quelle del celebre strappo di San Pietro di Feletto. Dopo la semitappa del mattino conquistata in volata a Valdobbiadene dal padovano Alberto Dainese, e che aveva vestito di rosa il russo Alexander Vlasov, quindi, è stata la rivoluzionaria cronometro di Ca’ del Poggio a decretare il 41esimo vincitore nella storia del Giro under 23.

Definita in “real time” - i primi 15 atleti della classifica provvisoria non partivano ad intervalli fissi di tempo, ma secondo i distacchi accumulati in classifica, grazie all’intuizione del commissario tecnico della Nazionale italiana Davide Cassani - Vlasov è scattato per primo con un vantaggio di 15 secondi sul britannico Mark Donovan e di 1 minuto e 12 secondi sull’altro britannico Stephen Williams.

Gli inseguitori, però, non sono mai riusciti a riprenderlo e alla fine è stato il russo ad arrivare per primo in cima a Ca’ del Poggio e a vincere così il Giro, succedendo nell’albo d’oro al connazionale Pavel Sivakov.

La grande festa rosa sul Muro era cominciata fin dalle prime ore del pomeriggio, sottolineata da numerose presenze tra le autorità politiche, sportive e dell’imprenditoria del territorio.

Dal governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, al presidente della Federciclismo italiana, Renato Di Rocco, fino ai sindaci delle due località di arrivo Luciano Fregonese e Loris Dalto, senza dimenticare la città di partenza della prima semitappa, Conegliano, con la presenza del comandante della polizia locale Claudio Mallamace.

Con loro anche l’imprenditore trevigiano Remo Mosole, da sempre legato al mondo del ciclismo e pronto a dare vita al nuovissimo velodromo alle Bandie di Spresiano.

E tra i grandi nomi dello sport a Ca’ del Poggio non sono mancati nemmeno Francesco Moser (che il Giro dei dilettanti lo ha conquistato nel 1971), Alessandro Ballan, Flavio Vanzella (maglia gialla per due tappe al Tour de France nel 1994), Oscar De Pellegrin, l’olimpionico Silvio Fauner e Gabriele Gava, vice designatore degli arbitri di serie A.

Una soddisfazione enorme per un successo del territorio è quella dimostrata dal titolare di Ca’ del Poggio, Alberto Stocco, convinto che la giornata di ieri con il gran finale del Giro d’Italia giovani abbia scritto una pagina di storia del nuovo ciclismo italiano e internazionale.


(Fonte: Gianluca Renosto © Qdpnews.it).
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