Un successo che il Basket Pieve ed il paese ricorderanno per lungo tempo. Merito della corazzata targata Gd Dorigo che dopo una stagione straordinaria ha centrato il primo, storico salto in Serie C Silver. Una promozione arrivata nel migliore dei modi, collezionando 21 vittorie su 21 partite nel girone Blu di Serie D, prima dell'unico passo falso di sabato scorso, in casa del Fiamma Venezia.

Un risultato che pare allo stesso tempo la degna conclusione di un ciclo, considerato che la squadra è composta attualmente da 10 giocatori su 14 provenienti dal vivaio, e l'inizio di una nuova avventura se si tiene conto della giovane età del roster. Qdpnews.it  ne ha parlato con i suoi protagonisti, l'allenatore Filippo Osellame, il capitano Matia Mazzucco ed il presidente Rino Cesca, ospiti in redazione per una lunga intervista.

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Coach, per lei questa era la prima stagione sulla panchina del Basket Pieve. Che squadra ha trovato la scorsa estate?

Lo scorso anno ricoprivo il ruolo di responsabile del settore giovanile, quindi in qualche modo conoscevo già la squadra. Inoltre l'avevo già affrontata nelle mie passate esperienze da allenatore. Con il presidente abbiamo deciso di puntare su un gruppo fondato sulla "pieviginità", a livello di origine ma anche di formazione cestistica, che fosse radicato sul territorio e che si conoscesse già anche fuori dal campo. E questo è stato sicuramente un valore aggiunto per il mio lavoro in palestra. Ho trovato una squadra assolutamente ricettiva, nonostante alcune perplessità iniziali dovute a qualche risultato negativo raccolto nelle prime settimane. Con il nostro preparatore atletico Angelo Fiume abbiamo puntato su una preparazione tosta la scorsa estate e con l'inizio del campionato tutto è andato per il meglio.

La promozione era un obiettivo dichiarato? Quando avete capito che era a portata di mano?
Molte squadre partono per vincere il campionato, ma ci sono anche le avversarie. Da parte nostra, ovviamente, c'era comunque la volontà di superarci, per dare seguito ad un progetto intrapreso dalla società ormai da qualche anno, prima ancora del mio arrivo a Pieve di Soligo. Questo ci ha portato naturalmente a cambiare qualcosa: abbiamo ringiovanito la rosa, ci siamo concentrarci maggiormente sull'atletismo piuttosto che sull'esperienza e abbiamo vinto la scommessa. La partita chiave? Per me, come allenatore, la terza di campionato in casa del Virtus Mansuè, vincendo contro una squadra storicamente ostica per questo gruppo. Per i ragazzi, la vittoria all'undicesima giornata nello scontro diretto contro Feltre, una partita spartiacque per l'allungo delle settimane successive.

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Quest'anno si è visto un basket di letture più che di schemi, una pallacanestro moderna, veloce, che predilige il tiro da tre punti. Quanto c'è di suo in questa squadra?
Molto banalmente, ogni allenatore ha una propria filosofia. Tradizionalmente riesco a trasmettere qualcosa in più ai miei giocatori giocando in questo modo, negli anni precedenti è sempre stato così. Fortunatamente ho trovato una società che mi ha appoggiato in tutto, a partire dalla mia proposta tecnica. Personalmente mi affascina un gioco collettivo, che porti a responsabilizzare almeno una decina di elementi a partita. Ovviamente è una scelta che porta a limiti e controindicazioni tanto evidenti quanto i pregi, ma i giocatori e lo staff tecnico hanno saputo fidarsi gli uni degli altri, raggiungendo un'intesa che si è rivelata vincente.

Sabato scorso contro Fiamma Venezia è arrivata la prima sconfitta stagionale, un risultato negativo che ha interrotto il vostro record di imbattibilità. Cosa è successo?
Non è stata una questione di approccio o di disattenzione. La squadra avversaria ha realizzato una prestazione notevole, sopra le proprie medie stagionali, e contemporaneamente noi siamo stati meno brillanti del solito. Onestamente, non mi piace dirlo e non piacerà nemmeno al presidente, ma credo sia stata una sconfitta liberatoria, che ci ha tolto una pressione che a questi livelli non è abituale e facile da gestire. Ovviamente rimane comunque il dispiacere, visto che siamo arrivati a sole tre partite dal disputare una stagione perfetta.

Il prossimo anno si fa sul serio. C'è qualcosa da migliorare?
Conosco la Serie C Silver avendoci già allenato nei due anni passati. Il livello fisico e atletico è certamente superiore, le stazze dei giocatori aumentano, ma a livello tecnico penso che la squadra sia già pronta. Ovviamente qualcosa bisognerà sistemare, ma con la società al momento non abbiamo ancora parlato di nulla. Se è vero che la forza di questa squadra è stata il gruppo, immagino ripartiremo da qui piuttosto che dalle individualità.

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Mazzucco, da prodotto del vivaio, capitano e pievigino che emozione si prova ad aver centrato un risultato storico per il basket di Pieve di Soligo?
Per me è una soddisfazione incredibile. Ad essere sincero, ad inizio anno non mi sarei mai aspettato che i risultati sarebbero arrivati così in fretta e che sarebbero dipesi da giocatori con cui ho giocato in passato o che, già Senior, avevo visto crescere nel settore giovanile... è stato bello ritrovarsi e condividere questo successo insieme, dopo tutti questi anni.

La qualità di certo non manca in questa squadra. E' stata la vittoria dei singoli o del gruppo?
Come diceva il coach, sicuramente del gruppo. Non ci sono elementi determinati, capaci di fare la differenza in ogni partita. Magari in una gara sì, anche in due, ma alla terza subentra qualcun altro. Quest'anno ogni giocatore ha avuto un tempo di gioco limitato nell'arco della gara e questo ha permesso alla forza del gruppo di emergere in maniera ancora più evidente: in pochi hanno superato i 20/25 minuti a partita, relativamente poco per un quintetto titolare. Gli anni scorsi venivano sfruttati maggiormente solo alcuni giocatori, che però finivano per perdere la lucidità.

Qual è l'immagine che fotografa al meglio l'intera stagione?
E’ difficile scordarsi la partita di Belluno, quando abbiamo vinto il campionato con cinque giornate d'anticipo e con 21 successi su 21. E' stato un momento indescrivibile, impossibile da realizzare a caldo. Altrettanto bella è stata la gara successiva nel nostro palazzetto, culminata con la grande festa organizzata dalla società. Non riesco a pensare ad immagine o ad un canestro in particolare, credo che la differenza durante l'anno l'abbiano fatta l'intensità in difesa e quella cattiveria agonistica che ci hanno permesso di ribaltare spesso il risultato, anche quando ci trovavamo sotto di 15 o 20 punti.

Va bene il record di vittorie e la conquista del campionato, ma credo che come in ogni stagione non saranno mancati i momenti di difficoltà...
Certo, soprattutto a livello di infortuni. Anch’io per questa ragione ho dovuto saltare qualche partita. In questo senso, voglio rimarcare la dedizione dei nostri Under, che nonostante le varie defezioni ci hanno sempre permesso di allenarci in buon numero. Voglio ringraziare anche il nostro preparatore atletico Angelo Fiume, una figura fondamentale nello spogliatoio che ci è sempre rimasta vicina permettendoci di recuperare la forma migliore.

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Presidente Cesca, una promozione storica, conquistata a due anni dall'inaugurazione del nuovo palazzetto. Non penso si tratti di una casualità... Quanto è contato il fattore "casa"?
Avere una struttura a disposizione significa anche avere la possibilità di programmare il futuro. Per diversi anni, tra Prima squadra e settore giovanile, ci siamo ritrovati a doverci spostare in tre palestre diverse: a Rua di Feletto, Conegliano e Ponte della Priula. Una struttura simile, allo stesso tempo, ti spinge a migliorare e a raggiungere un livello superiore. Il palazzetto ci ha permesso di organizzare eventi di spessore, coinvolgendo anche Treviso Basket, ed è diventato per la stessa Federazione un impianto di rilievo. Quest’anno ospiteremo anche una finale provinciale giovanile ed una finale regionale. Per rendere l'idea, contando solamente la pallacanestro, alla fine dell'anno le partite disputate nella struttura saranno circa 140.

Una promozione che premia anche il lavoro della società.
Il progetto parte da lontano, da quando diventai presidente. All'epoca la Prima squadra militava in Promozione: eravamo ultimi a soli due punti, ma nonostante tutto riuscimmo a salvarci, l'anno dopo arrivammo sesti e la stagione successiva centrammo il salto in Serie D. Lo zoccolo duro del roster proviene proprio da quel gruppo, dal settore giovanile. Ovviamente, poi, è servita anche un po' di fortuna, anche perché nel frattempo alcuni sono andati anche a giocare altrove, in categorie superiori: non è sempre facile poter contare su un nucleo così numeroso di elementi di simile età. Una precisazione: potevamo iscriverci alla Serie C già l’anno scorso, c'era ancora un posto disponibile, ma la società ed io in primis abbiamo preferito provare a raggiungere la promozione sul campo, meritandocela, e la gioia di oggi ripaga questa scelta.

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Qualche ringraziamento da fare?
Ringrazio le numerose realtà del territorio che ci sostengono ed in particolare la Gd Dorigo, il nostro main sponsor, che due anni fa ha deciso di darci una mano in un momento in cui ci siamo ritrovati senza sponsor principale dal giorno alla notte. Lo dico sempre: senza di loro non saremmo andati da nessuna parte. E' d’obbligo ringraziare le amministrazioni comunali, non solo quella in carica ma anche la precedente, che ci hanno consegnato una struttura importante come il palazzetto. Ringrazio il coach, ovviamente, e tutta la dirigenza, la segreteria. Vorrei spendere anche due parole per questo fantastico gruppo: credo che questa sia la squadra più forte che io abbia mai visto a Pieve di Soligo in tutti questi anni, soprattutto per la compattezza dimostrata dallo spogliatoio, per lo spirito, la convinzione nei propri mezzi, la condizione atletica e le capacità tecniche. Quest'anno la squadra ha saputo ribaltare risultati impensabili e lo dico serenamente: nelle stesse situazioni molte partite sarebbero finite diversamente gli scorsi anni.

E adesso? Avete già cominciato a lavorare per la prossima stagione?
Per il momento ci teniamo a chiudere bene quest’anno, abbiamo già un obiettivo: il campionato regionale. Affronteremo la vincente dell'altro girone di Serie D, il Basket Roncaglia. Saranno due belle partite, anche loro al momento vengono da 22 vittorie ed una sola sconfitta. Poi è chiaro, personalmente ho cominciato a pensare al futuro già da tempo, da quando ho capito che le cose sarebbero potute andare nel verso giusto. Soprattutto perché per affrontare un campionato maggiore servono risorse maggiori. Non spetta a me dirlo, ma sono convinto che questo gruppo potrà fare bene anche nella categoria superiore. Appena finirà la stagione mi troverò con il coach e ne parleremo. Il gruppo è confermato, ma valuteremo eventuali innesti in precise situazioni: quando si affronta un salto di categoria c'è sempre da aggiungere qualcosa, mai da togliere.

(Intervista a cura di Mattia Vettoretti © Qdpnews.it).
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