Serata di grande festa venerdì scorso, 24 maggio, presso la pizzeria Al Tropical di Mosnigo per il ritorno in Italia, dopo ben 24 anni, dell’indimenticato campione di ciclismo Nelson Rodriguez Serna detto "El Cacaito". Ad accogliere il forte scalatore colombiano c’era il direttivo del suo fans club, il presidente Franco Rizzetto, il presidente onorario Ferruccio Bressan, il vice presidente Tiziano Frezza ed il segretario Giuseppe Frare con il consiglio al gran completo oltre al suo presidente di un tempo, Davide Gregolon, al suo meccanico Enrico Pengo e ai suoi colleghi e compagni di squadra Flavio Vanzella e Silvano Lorenzon.

Nelson è apparso fin da subito molto emozionato, certo si aspettava di essere accolto bene dai suoi tifosi di un tempo, ma le dimostrazioni di simpatia, di stima e di affetto che gli hanno tributato le diverse decine di presenti lo hanno letteralmente travolto.

Davide Gregolon ha avuto splendide parole di elogio per l’atleta ma soprattutto per l’uomo Cacaito: "Un uomo semplice, gentile, affabile che si è offerto ai suoi tifosi come si offriva alle salite più dure, lasciandosi trasportare dai ricordi agli episodi salienti della sua carriera e della sua esperienza di vita in terra trevigiana".

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Nel corso della serata Cacaito è diventato un fiume in piena, tra un boccone e l’altro di ottimo spiedo è stato un susseguirsi di aneddoti, battute e racconti di gara, come la vittoria al Tour de France del 1994, nella tappa Le Bourg d’Oisans – Val Thorens, che lo vide precedere sul traguardo atleti del calibro di Piotr Ugrumov, Marco Pantani, Richerd Virenque e Miguel Indurain. O il sesto posto in classifica generale al Giro d’Italia dello stesso anno, dietro a Berzin, Pantani, Indurain, Tonkov e Chiappucci.

Decine le foto scattate con i suoi tifosi, indossando la storica maglia della Zg Mobili in sella alla sua Bottecchia, quella bicicletta che è stata strumento e testimone di frustrazioni, sofferenze ma anche grandi gioie sulle strade dei grandi giri.

Una serata che ha dimostrato come il ricordo e l’affetto per il campione colombiano siano ancora molto vivi in questa nostra terra che respira ciclismo, molto più vivi qui che nel suo paese natale, come ha ricordato, non senza una punta di amarezza, un tifoso colombiano commentando la notizia della calorosa accoglienza da parte dei suoi tifosi.

(Fonte e foto: Fan Club Cacaito).
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