È passato a trovarci in redazione Sandro Cietto (nelle foto),  60enne di Farra di Soligo con la passione sfrenata per la maratona. Cosa spinge un uomo apparentemente comune a praticare uno sport così faticoso? Quali sono le metodologie di allenamento? La dieta? Come si possono coniugare il lavoro quotidiano e la famiglia con una passione così impegnativa dal punto di vista fisico, ma anche economico?

Da tutte queste domande, grazie alle risposte, agli aneddoti e alle curiosità svelate da Cietto, è emerso il ritratto di un uomo nel pieno della maturità, sicuro di sé, che riesce ad abbinare ad una vita soddisfacente l’amore per la maratona, con un occhio al mondo della solidarietà.

Pieve di Soligo intervista sandro cietto

Sandro, cos'è per lei la maratona?
È la possibilità di vivere in una dimensione diversa e surreale, un mondo mio nel quale mi sento perfettamente a mio agio.

A quali gare partecipa? 
Ho iniziato a 45 anni con le maratone e nel tempo la passione mi ha portato a gareggiare in tutto il mondo. Ho avuto il privilegio di correre le 6 maratone del circuito "World Major" e recentemente ho coronato il sogno di correre la "Two Ocean Marathon" di 56 km a Cape Town in Sud Africa, definita dagli addetti ai lavori "The world most beautiful Marathon" (la più bella maratona del mondo, ndr).

Come si allena per gare così impegnative?
Nel tempo libero e quasi esclusivamente da solo. Le nostre colline del Prosecco, con la magia dei boschi del Collagù e tutto il nostro territorio sono il terreno ideale per preparare le gare.

farra di soligo sandro cietto 1

Come riesce a coltivare questa passione con la famiglia e il lavoro?
Serve amore per la corsa e motivazione da trovare dentro sé stessi. Queste sono le chiavi per riuscire in questa disciplina.

Le gare diventano anche un bel modo di viaggiare e conoscere il mondo...
Si, ma non è questo il mio scopo: io viaggio per correre.

Quali sono i suoi obiettivi futuri?
Dopo Città del Capo è difficile per me trovare un obiettivo altrettanto ambizioso. Vuol dire che ci penserò...

La forza mentale, la tranquillità, la serenità, il coraggio: cosa serve di più?
La forza mentale, unita alla volontà di andare oltre…

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Tra il 2008 e il 2015 ha collezionato le sei "Abbott World Marathon Majors" di Tokyo, Boston, Londra, Berlino, Chicago e New York: una bella soddisfazione…
È il sogno di ogni maratoneta e averlo realizzato mi riempie di orgoglio.

La corsa può essere anche solidarietà. Ci spiega l’impegno per l’associazione "Un Cuore un Mondo Padova"?
La decisione di correre la "Two Ocean Marathon" è nata anche per portare in tutto il mondo il messaggio di un impegno a favore dell’associazione "Un Cuore un Mondo Padova". Con me c’era Riccardo Piccoli, papà di Angelo, scomparso 10 anni fa all’età di 18 mesi a causa di un’infezione che gli provocò una miocardite. È lui ad aver fondato l’associazione e sempre lui insieme ad altri quattro amici ha corso la "Half Marathon". Io invece mi sono cimentato nella a 56 chilometri. Tutti abbiamo corso con lo scopo di raccogliere fondi per l’associazione "Un Cuore un Mondo Padova". Anche così si salvano le vite. Ho portato sui due oceani, oltre al mio cuore, anche quello del piccolo Angelo, che mi ha accompagnato e aiutato sulle dure salite da un oceano all’altro. Un ricordo indelebile che mi accompagnerà per il resto della mia vita.

(Intervista a cura di Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
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