Cattivi odori a Villanova, riscontrata l'infrazione dal Comune: sarà la Procura a decidere

Cattivi odori nell’aria a Villanova, la questione passerà alla Procura della Repubblica di Treviso. La vicenda che vede contrapposto l’allevamento di tacchini “le Vianelle” e i residenti della località del Comune di Sernaglia della Battaglia proseguirà dunque nel tribunale del capoluogo provinciale.

Gli abitanti si erano lamentati delle esalazioni provenienti dall’allevamento di via Busche durante il mese di giugno appena trascorso e i controlli della Polizia locale hanno appurato che, effettivamente, l’allevamento di esemplari adulti è proseguito oltre il limite consentito.

Da ordinanza comunale, emessa quando l’attuale proprietà rilevò l’allevamento nel 2015, è infatti proibito allevare tacchini già maturi nei mesi di giugno, luglio e agosto, proprio per evitare che il caldo favorisca il propagarsi di cattivi odori nell’aria.

L’infrazione di un’ordinanza emessa da un’autorità pubblica rappresenta un reato di tipo penale, dunque spetterà alla Procura intervenire, mentre il Comune avrebbe esaurito così i suoi compiti.

“Siamo anche in contatto con gli organi di controllo sanitario, perché sembrerebbe che sia stato superato il numero di animali consentito per l’allevamento - riferisce il vice sindaco di Sernaglia della Battaglia, Natale Grotto - Sarà però l’azienda sanitaria ad indagare. Purtroppo si tratta di un attività presente a Villanova da tempo e la legge tutela l’attività produttiva per diritto pregresso. Di fatto, non esistono strumenti che consentano di intervenire contro questo tipo di esternalità causate da imprese che da tempo operano nella stessa area”.

Per quanto riguarda la salubrità dell’aria, i residenti riferiscono che per ora i cattivi odori sono quasi del tutto scomparsi, segno che l’allevamento di tacchini è stato effettivamente svuotato dagli animali. Nelle ultime sere gli unici odori sgradevoli sarebbero provenuti da un'azienda pruduttrice di uova sita poco distante, nel Comune di Pieve di Soligo, come è successo anche ieri sera, giovedì 5 luglio, quando delle esalazioni sono giunte soprattutto nella zona vicina all’esercizio pubblico “Alla Telliera”, lungo via Castello.

Lo stesso tipo di infrazione era stato segnalato anche due anni fa, nell’estate 2016: in quell’occasione l’allevamento protratto in estate era stato denunciato alla Procura, ora chiamata in causa per la seconda volta nel giro di due anni.

“Il caso era stato chiuso subito e non ci hanno più contattato - riferisce uno dei titolari delle Vianelle - Siamo dispiaciuti di quello che sta succedendo e ci sentiamo perseguitati per certi aspetti. Abbiamo investito molto su quell’allevamento e anche per limitare i disagi alla popolazione, migliorandolo nettamente rispetto a com'era in precedenza. Non abbiamo niente da nascondere e siamo aperti a mostrare tutto quello che facciamo all’interno della nostra azienda”.

(Fonte: Edoardo Munari © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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