Segusino, il vicesindaco Stefano Verri sulla naja: rischio di proporre modelli educativi poco efficaci

Nel giugno scorso il Consiglio regionale del Veneto ha approvato a maggioranza una proposta di legge statale che mira a ripristinare la leva obbligatorio per un periodo di otto mesi.

L'iniziativa veneta prevede che il servizio civile o militare, valido sia per gli uomini sia per le donne, debba essere svolto nella propria regione tra i 18 e i 28 anni.

Nel merito si è interrogato anche il giovane vicesindaco di Segusino, Stefano Verri (nella foto): “Bisogna fare attenzione nel farsi prendere da dietrologie di stampo nostalgico. Il nostro contesto storico-culturale è cambiato dal secondo dopoguerra a oggi, si rischia di proporre modelli educativi anacronistici e poco efficaci. Non per questo dobbiamo lasciare al caso la formazione dei nostri figli”.

“È infatti necessario pensare modelli nuovi – ha aggiunto Verri – che rispondano ai reali bisogni dei giovani, permettendo loro di ricrearsi una resilienza e una capacità di far fronte ai problemi senza deleghe ai genitori o alle altre figure di riferimento”.

“Per questi motivi – ha concluso il vicesindaco di Segusino – vanno migliorati e potenziati i contesti di formazione primaria (la famiglia e la scuola), invece di rimandare l’educazione, come si fa da tempo, a una fase d’età sempre più avanzata. Poi si vedrà se c’è ancora necessità di un recupero: il ruolo svolto in passato dalla naja”.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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