Bambini della elementare "in sciopero" per la maestra a Segusino: "Non lasciatela a casa"

Martedì 29 maggio a Segusino tutti gli alunni della prima elementare della scuola “Antonio Canova” (nella foto sotto) hanno disertato la campanella mattutina, in segno di vicinanza a maestra Arianna. Forte e chiaro lo slogan di protesta, come tre mesi fa: “Io sto con la maestra”.

La donna, infatti, pur essendo appena entrata in ruolo con riserva lo scorso anno, a settembre rischia il posto insieme a tre colleghe segusinesi e ad oltre 60 mila maestre e maestri di tutta Italia, perché questi docenti non possiedono una laurea in Scienze della formazione primaria, ma soltanto un diploma di scuola magistrale e molta “gavetta” da precari.

Ecco perché martedì scorso i 17 bambini di prima hanno incrociato le braccia insieme a genitori e nonni, partecipando alla giornata di sciopero nazionale per protestare contro la sentenza del Consiglio di Stato, emessa il 20 dicembre 2017, che potrebbe estromettere dal ruolo quattro maestre su undici impiegate a Segusino.

Segusino sciopero giustificazioneUna delle giustificazioni presentate dai bambini

La sentenza, infatti, ha stabilito che il diploma conseguito alle magistrali fino al 2001 non è mai stato un titolo abilitante e non è sufficiente per l’accesso al ruolo, come invece avveniva in passato. L’unico modo per riprendersi l’agognato posto fisso sarà vincere un concorso pubblico.

Già lo scorso febbraio i genitori avevano lanciato un forte grido d’allarme, con l’appoggio del team docenti e dell’amministrazione comunale, avviando una raccolta firme, che ha raggiunto quota 600 adesioni. La lettera è già stata inviata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ed al momento è rimasta senza risposta; per questo lunedì prossimo i genitori dei bambini segusinesi consegneranno le firme raccolte anche al governatore del Veneto, Luca Zaia.

Segusino scuola elementare

Oggi la rappresentante dei genitori della classe prima, Claudia Pibiri, a nome di tutti ha affermato: “Martedì abbiamo volutamente tenuto a casa i nostri figli proprio in occasione dello sciopero nazionale organizzato in difesa di tutti gli insegnanti vittime della sentenza del Consiglio di Stato. Volevamo dare un segnale forte, proprio alla fine dell’anno scolastico, perché la nostra paura è che tutto rimanga congelato e che non si faccia nulla per risolvere velocemente questa situazione. Auspichiamo che continuando a parlarne ed a farci sentire le autorità competenti possano prendere in mano il problema ed affrontarlo nel migliore dei modi per il bene delle maestre, dei bambini e delle famiglie”.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it).
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