Santa Lucia di Piave, minoranze perplesse sul gemellaggio con Mogyorod: “Sembra un comitato d’affari”

Quella che doveva essere una semplice approvazione si è rivelata poi un interessante dibattito: il gemellaggio fra Santa Lucia di Piave e la comunità ungherese di Mogyoròd ha destato molti sospetti nei banchi della minoranza, che non ha mancato di esprimersi in merito alla questione ormai arrivata ai termini finali.

Da diversi mesi è risaputo che i due Comuni, dopo un iniziale avvicinamento reso possibile da amicizie personali di cittadini ungheresi ma santalucesi d’adozione, firmeranno nel prossimo maggio la convenzione che ufficializzerà il gemellaggio.

“È stato instaurato un percorso – ha spiegato il sindaco Riccardo Szumski – siamo stati invitati a Magyoròd il 13 e 14 maggio, ospiti della festa della fondazione della loro città, e quello sarà il momento per ufficializzare la convenzione.

“Gli obiettivi del gemellaggio sono sicuramente unire due popoli – ha proseguito Szusmki - metterli in contatto, aprire la mente ai giovani e, speriamo, favorire lo scambio economico o delle possibilità di lavoro”.

Ma è proprio la questione economico-lavorativa ad aver insospettito le liste di minoranza: fra le motivazioni scritte nel testo, principalmente riguardanti lo scambio di valori, l’incontro fra culture, anche nell’ottica degli scambi interculturali peri giovani, c’è anche quella di favorire lo scambio economico.

Sono perplessa che il Comune si ponga come ente economico – ha commentato Maria Paola Bornia, della lista “Cambiare Santa Lucia - non apprezzo che sia esplicito nel testo. Così sembra più un comitato d’affari che una convenzione fra comuni”.

Il Comune non è un soggetto economico – ha risposto il primo cittadino – ma favorisce lo scambio economico anche tramite il suo territorio. Quella di Mogyoròd è una zona di produzione vinicola ma con tecnologie meno avanzate delle nostre, quindi potrei pensare che sia positivo per un santalucese che può creare lì un mercato”.

Perplessità anche dal consigliere Luca Castellaz (Vivere Bene a Santa Lucia) il quale ha condiviso il pensiero di Bornia e contestualmente chiesto l’opinione della giunta in merito al governo Orbàn, notoriamente anti-europeista e nazionalista.

“Non siamo mai arrivati a parlare di politica nazionale, perché non ci interessa: rappresentiamo la comunità di Santa Lucia nella sua totalità”, ha risposto Szumski.

“Se il valore del gemellaggio non viene trasmesso ai giovani – conclude il sindaco – va in ristagno, poiché invecchia con i promotori. Questo è quello che è successo con Castanet-Tolosan (Francia), con cui siamo ancora gemellati, ma senza molti scambi. Dobbiamo far incontrare le possibilità”.

(Fonte: Thomas Zanchettin © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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