"Emergenza e ripristino, il maltempo in Veneto 40 giorni dopo": a Santa Lucia l’alluvione vista con gli occhi dei soccorritori (VIDEO)

L’alluvione che ha devastato il Veneto dal 26 al 30 ottobre ha seminato devastazioni e danni ovunque. L’area più interessata è quella montana dell’agordino, ma ripercussioni e danni si sono avuti in tutta la Regione. Una forte perturbazione di origine atlantica ha causato smottamenti, frane ed esondazioni, come non bastasse si è aggiunto un fortissimo vento caldo di scirocco che, soffiando tra i 100 e i 200 km/h per diverse ore, ha provocato lo schianto di milioni di alberi con la conseguente distruzione di decine di migliaia di ettari di foreste alpine.

"La tempesta perfetta", come l’ha definita il governatore del Veneto Luca Zaia, peggiore anche delle alluvioni del 1966 e del 2010. Una situazione complessa, che ha messo il Veneto in ginocchio, dalla quale i veneti rimboccandosi le maniche ne stanno uscendo alla grande.

A quaranta giorni dall’alluvione, ieri domenica 16 dicembre nell’ambito della fiera di Santa Lucia di Piave, gli uomini che hanno gestito l’emergenza hanno incontrato il pubblico nel corner di Qdpnews.it: l’assessore regionale alla protezione civile Gianpaolo Bottacin, il direttore interregionale dei vigili del fuoco di Veneto e Trentino Loris Munaro e il comandante provinciale di Treviso dei vigili del fuoco Nicola Micele, hanno spiegato la complessa macchina dei soccorsi, che a partire dalle ore 14 del 26 ottobre, dall’allerta rossa diramata dalla protezione civile della Regione Veneto, si è trovata a gestire una delle emergenze peggiori di sempre per la nostra Regione.



Il primo cittadino di Santa Lucia Riccardo Szumski nel fare gli onori di casa ha ricordato il ruolo fondamentale dei sindaci nella gestione delle criticità. Nella sola provincia di Belluno i vigili del fuoco hanno dovuto gestire 3.600 interventi, ai quali si sommano i 1.800 nel resto del Veneto. Il tutto con l’impiego con di 900 persone e 200 mezzi. Fondamentale è stato l’apporto dei volontari della protezione civile presenti in loco, i primi ad attivare i soccorsi e a raggiungere i borghi isolati. Fortunatamente, come spiegato dall’assessore Bottacin, gli argini dei fiumi hanno retto, anche grazie agli 860 milioni di euro spesi dal 2010 dalla Regione Veneto in materia di prevenzione.

Adesso viene la parte più difficile. Garantito al cittadino il ritorno a condizioni minime di dignità di vita, adesso la sfida è nel riportare la situazione a come era prima dell’alluvione se non meglio. Ma la squadra che abbiamo visto ieri a Santa Lucia è un modello di efficienza che tutta Italia invidia. Sicuramente da qui si può ripartire per pianificare un futuro più sicuro per i territori, d’altronde, come sempre, la differenza la fanno le persone.

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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