Da San Vendemiano colpiva in tutto il Nordest: scoperto il covo del ladro arrestato al Conè (gallery)

Un’indagine portata avanti dai Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Sacile ha permesso di individuare il rifugio di Eduard Trushi, il 32enne pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e inottemperante a più provvedimenti di espulsione, arrestato la scorsa settimana al centro commerciale Conè di Conegliano e ora in carcere a Pordenone. 


L’azione è il risultato di una meticolosa battuta di ricerca portata avanti dai militari dell’Arma attraverso azioni di controllo, pedinamento e indagini sul posto, aiutati anche dalle testimonianze di alcuni cittadini del Comune, osservatori attenti delle dinamiche del territorio.

L’uomo, autore di una raffica di furti in tutto in Veneto e nella vicina provincia di Pordenone, aveva scelto come base una scuola abbandonata in via Saccon, nel Comune di San Vendemiano. In una delle aule aveva sistemato un divano per dormire, utilizzando poi i banchi degli alunni come tavolini per i pasti. Poco lontano dal covo, a circa trecento metri di distanza dalla scuola, Trushi parcheggiava le auto rubate, percorrendo anche centinai di chilometri per depredare le abitazioni e le auto a caccia di oggetti di valore: ad oggi sono quindici i furti che portano la sua firma.

L’ultimo di questi colpi, quello decisivo per l’arresto, qualche giorno fa: lo scorso mercoledì 22 novembre era partito da Sacile a bordo di un’auto rubata nel Veneziano arrivando fino a Conegliano, più precisamente al centro commerciale “Conè”. Alle sue spalle aveva però i militari della compagnia di Sacile che una volta giunti sul posto, hanno fatto scattare le manette in un arresto dove non sono mancati calci e pugni. A suo carico ci sono ora le accuse di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, ricettazione di autovettura e violazione delle norme sul soggiorno degli stranieri.

Nel sopralluogo effettuato all’interno del rifugio alla scuola di San Vendemiano i Carabinieri hanno trovato tutti gli strumenti utilizzati per mettere a segno i furti: in uno zaino sono stati trovati dei cacciavite, un trapano a batterie e del filo di ferro, da utilizzare per ruotare le maniglie delle porte dopo aver praticato i fori agli infissi, insieme a tutto il necessario per camuffarsi e nascondere la sua identità. Non mancava ovviamente il bottino conquistato in questi mesi, ovvero soldi in contanti, orologi e gioielli in oro: tutto il materiale, ora posto sotto sequestro, previo formale riconoscimento ed autorizzazione dell’autorità giudiziaria verrà poi restituito agli aventi diritto.

(Fonte: Giada Fornasier © Qdpnews.it).
(Foto: Carabinieri di Sacile).
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