San Pietro di Feletto, inaugurata la 48esima Mostra dei vini di collina: quest'anno il 50esimo della Pro Loco

Ci sono tradizioni nel territorio destinate a perdurare, veri e propri appuntamenti comunitari dove la valorizzazione dei prodotti locali diviene il focus principale: è il caso della Mostra dei vini di collina a San Pietro di Feletto, giunta alla sua 48esima edizione e inaugurata ieri, sabato 25 maggio.

Un'inaugurazione dal significato particolare, dato che quest'anno ricorre anche il 50esimo della fondazione della Pro Loco: era il 1969 quando veniva a costituirsi per la prima volta il gruppo promotore di quello che, nei decenni a venire, sarebbe divenuto l'appuntamento fisso della primavera felettana.


Un anniversario ricordato in precedenza dallo stesso Arcangelo Marcon, neopresidente della Pro loco, subentrato a Luciana Pradal e in carica per i prossimi qauttro anni. E proprio Marcon ha così commentato la prima Mostra dei vini allestita durante il proprio mandato: "Abbiamo riunito 40 aziende con ben 137 tipologie di vino, e conferito 27 menzioni".

"Quest'anno ricorre anche il 50esimo della nostra Pro Loco - ha proseguito Marcon - e per questo abbiamo organizzato un pranzo per il 9 giugno, dove saranno presenti tutti i presidenti che negli anni sono stati alla guida del gruppo. Lo statuto scritto nel 1969 ha gli stessi valori che noi portiamo avanti e dei principi che abbiamo il dovere di rispettare".

"Negli ultimi due mesi abbiamo dormito ben poco - ha confessato il presidente della Pro Loco - e devo dire un grazie a tutti i collaboratori, senza i quali non potremmo fare appuntamenti di questo tipo. Cerchiamo di fare il nostro meglio e quello delle Pro Loco è anche un impegno a livello burocratico, viste tutte le direttive date per la nostra sicurezza e quella dei visitatori".

E sulla questione delle normative previste per associazioni e volontari, si è espresso anche Giovanni Follador, presidente dell'Unione delle Pro Loco d'Italia (Unpli) del Veneto, il quale ha posto l'accento sul contributo fornito dai volontari stessi: "C'è una partecipazione corale della comunità a questi eventi. Le persone, infatti, vivono le mostre in maniera forte, consapevoli della promozione fatta del territorio".

"Se non ci fosse la rete delle Pro loco, bisognerebbe inventarle. - ha ribadito Follador - Ed è indispensabile che tanta gente si presti per il territorio, anche se ciò li porta a rischiare e a rispondere di persona, perché non ci sono normative che li tutelino e nessuno sa dire nulla a riguardo: una situazione tale da indicare il grande valore di queste persone".

Ma la Mostra dei vini è soprattutto sinonimo di collaborazione tra Pro Loco, una fitta rete di collaborazioni in grado di creare una sinergia molto forte. Un concetto spiegato anche da Francesca Bertolin, presidente della Pro Loco di Fregona: "Condividiamo gli stessi obiettivi e dimostriamo di avere feeling tra di noi. Lavorare nella stessa direzione è una delle cose più importanti".

"Sicuramente risulta molto oneroso organizzare eventi di tal tipo e bisognerebbe snellire le varie pratiche burocratiche. - ha sottolineato Bertolin - Il territorio partecipa in maniera attiva agli appuntamenti, in quanto sa che ognuno è una vetrina del locale. Qui si inserisce molto bene l'iniziativa Stati generali del turismo, organizzata dall'Unpli Treviso, in collaborazione con la Regione Veneto, la Camera di commercio Treviso-Belluno e il Gal Alta Marca Trevigiana: un tavolo di lavoro dove vengono coinvolte tutte le parti solidali, come le imprese e le associazioni".

Già l'inaugurazione della 48esima Mostra dei vini di Collina di ieri sera ha ricevuto la risposta positivo del pubblico all'interno del tendone, allestito ai piedi dell'antico eremo camaldolese - ora sede municipale a Rua di Feletto -, sullo sfondo musicale delle note della 1906 Feletto band: un sintomo di come l'evento, nonostante il passare degli anni, sia rimasto nel cuore di tante persone.



(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
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