I giovani del Cerletti protagonisti a San Pietro di Feletto per l'ultimo incontro della rassegna sulla viticoltura

Si è conclusa nella serata di ieri, mercoledì 20 febbraio, la 15esima rassegna di "Viticoltura a San Pietro di Feletto", un ciclo di quattro appuntamenti tenutosi nell'aula magna della scuola primaria di Rua di Feletto, con un bilancio estremamente positivo, come ha sottolineato l'assessore Benedetto De Pizzol. 

La serata è stata inaugurata dalle relazioni di alcuni studenti della Scuola enologica di Conegliano, frutto di un rapporto di collaborazione con il Crea-Ve (Centro di ricerca per la viticoltura di Conegliano) durante i mesi estivi: la fertilità del suolo, la difesa sostenibile del vigneto, il protocollo vitivinicolo e la biodiversità del paesaggio collinare sono stati solo alcuni degli argomenti presentati.

Un'opportunità quella per i giovani del Cerletti "di accrescere le proprie conoscenze e arricchire il bagaglio culturale personale", come ha spiegato il preside Mariagrazia Morgan, ma anche "uno stimolo al miglioramento nel mondo dell'agricoltura", secondo quanto ha detto anche l'assessore del Comune di Conegliano Claudio Toppan.




E un'occasione, quella di ieri sera, anche per ascoltare la relazione di Riccardo Velasco, direttore del Crea-Ve, sulle "Prospettive per la viticoltura del futuro dal miglioramento genetico della vite". "Abbiamo fatto degli incroci tra Glera e vitigni resistenti - ha spiegato il direttore - al fini di ottenere fili di Glera resistenti: questo consente di ottenere forme di resistenza genetica utili per coltivare piante senza bisogno di trattamenti, vicino alle case e alle scuole".

"I vitigni resistenti - ha aggiunto Velasco - consentono di avere nuove opportunità per una viticoltura sostenibile e questi studi fatti anche con l'ausilio dei giovani, permettono di far crescere i ragazzi con un'impronta ecologica. Oggi bisogna pensare alla sostenibilità, una parola spesso usata e abusata e il mutamento genetico, pur essendo un'attività impegnativa e costosa, consente di favorire nuove forme di resistenza delle piante"."In Italia sono state registrate e catalogate una ventina di varietà di vitigni resistenti - ha proseguito il direttore - grazie a una vera e propria attività di screening con dei marcatori molecolari. Tutto questo per favorire un processo di selezione assistita, conservare le caratteristiche principali del nostro territorio e mantenere un certo sodalizio tra abitanti della zona e viticoltori".

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
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