Tragedia del Molinetto di Refrontolo, il sindaco Collodel: un tragica fatalità, ma il ricordo delle vittime rimane vivo

Sull'assoluzione dei quattro imputati per la vicenda del Molinetto della Croda, si esprime anche Loredana Collodel (nella foto), sindaco di Refrontolo, per la quale nel 2016 fu disposta l'archiviazione alla chiusura delle indagini preliminari.

La vicenda risale al 2 agosto 2014, quando la piena del torrente Lierza ha spazzato via il tendone della "Festa dei omi" vicino al parcheggio del Molinetto, causando quattro morti.

Secondo la pubblica accusa il Piano di assetto del territorio (Pat) non avrebbe segnalato il rischio idrogeologico dell'area, tesi ribaltata nell'udienza di martedì, per via delle perizie presentate dall'ingegner Luca Ferraris, incaricato dal giudice di avviare ulteriori sopralluoghi nel giugno scorso.

"Premesso che si dovranno attendere le motivazioni della decisione del giudice del Tribunale di Treviso - commenta Loredana Collodel - che ha assolto tutti gli imputati, riteniamo che questa decisione rafforzi il nostro convincimento che quanto accaduto il 2 agosto 2014 al Molinetto della Croda sia stata una tragica fatalità".

"E' stato quindi appurato come questa drammatica disgrazia - prosegue il sindaco - non sia addebitabile a responsabilità di alcuno, anche se per la nostra comunità è ancora molto vivo, e così rimarrà per sempre, il ricordo di quel tragico evento e delle persone che hanno perso la vita".

"I nostri legali Bruno Barel e Stefania Stefan dello studio legale BM&A di Treviso - conclude il primo cittadino - confidano che gli elementi emersi nel processo penale, a seguito della consulenza del tecnico esperto di Protezione civile Luca Ferraris, troveranno la giusta considerazione anche in sede di procedimento civile”.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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