La storia di Marco Dalla Longa (nella foto),  giovane valdobbiadenese che frequenta il primo anno della facoltà di ingegneria industriale di Trento, parla di passione, sacrificio e dedizione allo studio. L'impegno di Marco, da sempre appassionato di sci-alpinismo, è stato ripagato da una grande soddisfazione: quella di vedere che il lavoro presentato durante la discussione dell'esame di maturità è stato molto apprezzato, tanto da permettergli di presentare una domanda di brevetto.

Abbiamo avuto la fortuna di porre qualche domanda a Marco per capire bene in cosa consistesse il progetto che ha presentato all'esame di maturità, svoltosi la scorsa estate all'Isiss "Giuseppe Verdi" di Valdobbiadene, dove ha frequentato l'Istituto Tecnico Industriale.

QDP. Come è nata la tua passione per lo sci-alpinismo?
"Fin da piccolo sono stato messo sugli sci. Ho iniziato con le semplici piste per poi imparare ad addomesticare terreni più impervi come i fuori pista. Da lì nacque un amore per quella che è la discesa in terreni non battuti ed incontaminati. Per assaporare al massimo questa sensazione, però, non era più sufficiente risalire con "gli impianti" e, quindi, seguendo i miei genitori ci siamo convertiti a questa sfumatura dello sci alpino che, nonostante le grandi fatiche, dà anche molte più emozioni".

In cosa consiste il progetto che hai presentato all'esame di maturità e che ti ha portato alla domanda di brevetto?
"Era l'inverno scorso quello prima della maturità. Stavo salendo un pendio un po’ ghiacciato quando persi aderenza con "le pelli" e scivolai qualche metro più in basso. Ciò accadde forse per la mia pigrizia nel non voler metter lo scomodo rampant o per la fretta. Fatto sta che di paura quella volta ne presi tanta. Quindi pensai: "Perché non modificare il rampant già esistente per ottenerne uno molto più pratico, veloce e funzionale? E perché non sviluppare questo progetto proprio per l’ esame che presto sarebbe arrivato?" Fu quindi da qui che iniziai a mettere giù qualche schizzo su questa piccola idea. Il concetto di base era comunque quello di prendere questo rampone, che solitamente si applica sugli sci, per fare più presa sulla neve e di applicarlo sullo scarpone mediante un semplice sistema di attivazione che permetta anche lo smontaggio. Da qualche bozza a matita sono passato ad un più specifico disegno tridimensionale per poi, mediante software appositi, giungere ad una verifica statica del componente, definendo così geometrie e misure. Di tutto ciò ho inoltre definito materiali e processi produttivi delle singole parti. A progetto concluso ho reso il tutto un po’ più reale, prototipando l’intero funzionante mediante la mia stampante 3D. Di questo progetto ora è in corso la domanda di brevetto che in tempi brevi mi consentirà di proporre questa idea a delle aziende operanti in questo settore".

Cosa sogni per il tuo futuro?
"Nel mio futuro vedo ancora molto studio, in quanto sono iscritto alla facoltà di ingegneria industriale di Trento. Terminata l’università, valuterò le occasioni che mi si presenteranno per intraprendere una carriera ricca di soddisfazioni nel campo dello sviluppo tecnologico".

(Intervista a cura di Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it).
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