Pieve di Soligo, violenze su minori in un centro culturale islamico. Monzoo: “È una grande vergogna per noi bengalesi”

Le indagini sono ancora in corso, ma la vicenda delle violenze su minori perpetrate da un imam bengalese di un centro culturale islamico di Pieve di Soligo, durante le consuete lezioni sul Corano, ha letteralmente sconvolto l’opinione pubblica dell’Alta Marca Trevigiana, scatenando reazioni forti in tutta Italia.

La comunità pievigina, inoltre, è spaccata in due: c’è chi ha forti dubbi sulla possibilità di poter integrare alcune etnie in paese e c’è chi lancia appelli a non generalizzare perché non sarebbe giusto incolpare un intero gruppo etnico per i gravi errori commessi da un suo rappresentante.

Durante una visita ad uno dei centri culturali islamici dove si ritrovano a pregare e a socializzare i locali fedeli musulmani di origini bengalesi, la sede dell’associazione culturale “Ar-Rahmah onlus” di via Giuseppe Garibaldi a Pieve di Soligo, sono stati raccolti alcuni commenti su questa triste pagina di cronaca che rischia di minare l’eccellente lavoro svolto da tante associazioni, dall'amministrazione comunale e da molti cittadini per rendere la comunità pievigina una realtà capace di accogliere, integrare e ascoltare le numerose comunità straniere presenti nel suo territorio.

Quando abbiamo appreso la notizia delle violenze sui nostri bambini - ha affermato Rahman Monzoo, responsabile dell’associazione culturale “Ar-Rahmah” - siamo rimasti veramente tutti colpiti perché ha toccato il nostro cuore. Non so come spiegare bene ma questa è una grande vergogna per noi bengalesi perché ogni volta spieghiamo di amare i bambini. Vogliamo vivere insieme perché questa comunità non deve essere separata da quella italiana. La maggior parte dei miei amici ha il passaporto italiano e non abbiamo intenzione di tornare nel nostro paese: i nostri bambini sono nati e studiano in Italia e la nostra vita, probabilmente, finirà qui”.

“Noi dobbiamo rispettare le regole italiane - conclude Rahman Monzoo - e ogni persona del mondo: questa non è solo la legge italiana ma è la legge di Dio. Noi dobbiamo rispettare non solo le persone ma anche gli animali”.

“Appena ho letto la notizia - ha affermato Bhuiyan Shakibul, consigliere comunale di Conegliano - chiaramente sono stato molto turbato perché succede in una comunità che, avendo io origini bengalesi, è anche la mia. Sono turbato perché è successo sotto i nostri occhi e dovevamo essere più responsabili. Ad ogni modo, in linea di principio, toccare i bambini è assolutamente una cosa inaccettabile per una società civile”.

“Mi sento di dover ringraziare le insegnanti - prosegue Bhuiyan - che hanno svolto un compito magistrale nel fare attenzione a quello che succedeva ai bambini. Questo dimostra che in Italia le cose funzionano nel senso che le maestre sono state attente, hanno richiamato i genitori e hanno segnalato alle autorità: senza di loro l’indagine non sarebbe partita”.

“Adesso - conclude Bhuiyan - io mi auguro che la persona che ha sbagliato paghi. Sono anche figli nostri questi bambini che sono stati maltrattati e ho fiducia nelle nostre istituzioni, nei Carabinieri e nelle nostre leggi. Faccio un appello morale per questa situazione che è molto delicata: i politici devono essere responsabili perché quello che è accaduto poteva succedere in una scuola, in un ospedale e in una casa di riposo. La responsabilità è singola e non è che la comunità bengalese è cattiva e picchia i bambini. Io sono stato bambino e sono cresciuto nella comunità bengalese: non ho mai ricevuto questo tipo di trattamento”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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