Pieve di Soligo, la politica commenta le violenze su minori al centro islamico di via Schiratti. Soldan: "Una mela marcia"

Sono arrivate le prime reazioni del mondo della politica veneta e della società civile dopo la gravissima notizia di un imam di Pieve di Soligo (qui per leggere l'articolo) che, secondo i primi dati emersi da alcune indagini, avrebbe minacciato, picchiato e intimidito dei bambini durante alcune lezioni sul Corano impartite all'interno di un centro islamico in via Gaetano Schiratti a Pieve di Soligo (nelle foto).

“Come amministrazione comunale - ha affermato Stefano Soldan, sindaco di Pieve di Soligo - siamo vicini alle famiglie dei bambini e ai bambini stessi. Se i fatti dovessero essere confermati così come sono stati descritti, auspico la massima severità nei confronti della persona responsabile di questa condotta”.

“Ora non ci saranno reazioni sclerotiche da parte nostra - ha proseguito il primo cittadino di Pieve di Soligo - e immagino già le speculazioni da osteria che nasceranno. Chi non rispetta le regole, specialmente se compie dei gesti simili verso dei bambini, deve essere punito come prevede la legge in tempi rapidi e certi. La sinergia tra le insegnanti della scuola interessata, le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale di Pieve di Soligo fa capire come, per queste situazioni, ci sia da parte nostra la massima attenzione”.

Pieve di soligo cartello centro

“Si tratta di mele marce - conclude Soldan - e la comunità bengalese di Pieve di Soligo sarà la prima ad essere in imbarazzo per quello che è successo. Sono fatti da condannare senza ombra di dubbio, così come facciamo quando i responsabili delle violenze su minori o su anziani nelle case di riposo sono degli italiani. Continueremo con le attività e le proposte di integrazione che abbiamo sempre offerto alle varie comunità e le famiglie dei bambini sanno che avranno a disposizione, in caso di necessità, i vari servizi di assistenza psicologica garantiti dai nostri servizi sociali”.

“Sono anni che denuncio come nella nostra Pieve di Soligo si assista ad episodi poco chiari - ha affermato Alberto Villanova, consigliere della Regione Veneto - con donne a volto coperto che girano per la città. Oggi, purtroppo, apprendiamo dalla stampa di un imam violento che bastona i bambini. Basta: il limite è stato oltrepassato”.

“Pieve di Soligo - conclude il consigliere regionale Villanova - non è questo, la mia città merita di essere citata per molto meglio. Purtroppo, quando gli appelli a porre l’attenzione su certi fatti e certi atteggiamenti vengono inascoltati o derubricati a millanterie, i risultati sono questi. Mi dispiace dover dire “l’avevo detto”, ma è così. Perché nel corso del tempo non si è voluto attenzionare queste situazioni? Perché si è lasciato correre? Oggi abbiamo un “maestro” che picchia i bambini, una cosa inaccettabile, nel silenzio omertoso dei genitori. E domani, cosa dovremo leggere? Non si può accettare, nel nostro Paese si deve vivere alle nostre regole”.

“Sono molto dispiaciuto dell'accaduto - ha dichiarato Bhuiyan Shakibul, consigliere comunale di origini bengalesi di Conegliano - situazioni del genere non piacciono a nessuno, soprattutto a chi cerca di raccontare le buone pratiche dell'integrazione. Quanto accaduto è ancora più grave perché le percosse sono state fatte su minori indifesi e questo non è assolutamente accettabile in una società civile”.

“Simili azioni - prosegue Bhuiyan - sono inaccettabili sia che vengano fatte da un imam o da chiunque altro. Dico questo perché, purtroppo, la strumentalizzazione è dietro l'angolo. L'ottimo lavoro fatto da chi crede nell'integrazione può essere annullato da una cattiva interpretazione dell'accaduto. Il caso è grave perché sono state fatte delle percosse a dei bambini ma ha poca importanza se l'autore sia un imam o un’altra persona. Se fosse stato un insegnate dell'asilo sarebbe meno grave? Non è la stessa cosa?”.

“Pertanto - conclude il consigliere comunale di Conegliano - ho paura che le persone leggano l'accaduto nel modo sbagliato, fermandosi all'appartenenza etnica e religiosa, alimentando il pregiudizio negativo verso gli stranieri che attualmente è già molto alto. Ad ogni modo, posso testimoniare situazioni dove i bambini studiano e imparano il bengalese e l'arabo in armonia con insegnanti molto bravi che sono ben lontani da questi comportamenti incivili”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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