Anche gli Alpini di Pieve di Soligo presenti domenica al cimitero austro-ungarico di Follina per il ricordo delle vittime di tutte le guerre

Il gruppo degli Alpini di Pieve di Soligo ha partecipato alla cerimonia commemorativa che si è tenuta al cimitero austro-ungarico di Follina, in via Altariol, la scorsa domenica 9 giugno 2019.

Presenti diverse autorità civili, militari e religiose del territorio che, insieme ad alcuni rappresentanti delle nazioni coinvolte durante la Prima guerra mondiale, hanno voluto lanciare un messaggio forte di pace e di unità.

La presenza dei ministri di culto di diverse religioni, durante la preghiera interreligiosa, è stata importante per spingere ad una riflessione sull'attuale difficoltà nel dialogo tra culture e fedi differenti, una delle sfide più importanti per gli anni a venire.

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Il corteo delle autorità, che ha visto come protagonisti anche i vari gruppi locali degli Alpini, è partito dal nuovo municipio di Follina per arrivare al cimitero austro-ungarico dove, dopo l'Alzabandiera e l'esecuzione degli inni nazionali, è stata deposta una corona di fiori per ricordare i Caduti e tutte le vittime civili, di ogni nazionalità, nei vari conflitti della storia.

Vedere insieme e compatti, a distanza di un secolo, i rappresentanti delle nazioni che 100 anni fa si sono contrastate in un terribile clima di odio, è stata l'immagine più bella che ogni partecipante si è portato a casa. Italiani, austriaci, cittadini della Repubblica Ceca e della Repubblica Slovacca, rumeni, ungheresi, sloveni e molti altri si sono ritrovati ancora una volta, come ormai è tradizione, per dire basta ad ogni guerra.

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Il cimitero austro-ungarico di Follina, nelle Prealpi Trevigiane, è un piccolo cimitero dove riposano le salme di 77 uomini che hanno combattuto tra le fila dell'esercito asburgico. Si tratta di un luogo della memoria, perfettamente ristrutturato, formato da un piazzale circolare con al centro un altare che cela i resti di questi soldati, posti tutti insieme in un'unica fossa comune. In questo luogo così significativo è presente anche una lapide che ricorda Suljic Hazim, un soldato bosniaco di religione musulmana, su cui è stata disegnata la mezzaluna, il simbolo dell'islam.

Ai lati del piazzale, l'amministrazione comunale di Follina ha voluto sottolineare l'eterogeneità dell'esercito asburgico issando le bandiere delle nazioni che un tempo fecero parte dell'Impero d'Austria-Ungheria.

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Questo camposanto era già presente in tempo di guerra in quanto nel paese, occupato dopo la disfatta di Caporetto, sorse un ospedale da campo. Nel dopoguerra, alle 500 tombe già presenti, furono aggiunte le salme di altri 100 soldati provenienti da Combai e Solighetto. Col passare degli anni, il suo mantenimento divenne sempre più difficoltoso a causa della mancanza di fondi: per questo si decise di trasferire tutte le salme in un altro sito.

La Seconda guerra mondiale interruppe questa operazione a metà e fu ripresa solo nel 1970, quando il cimitero di Follina era ormai completamente abbandonato. Furono quindi riesumati i cadaveri e trasferiti al Sacrario di Castel Dante, chiudendo definitivamente, o almeno così si pensava, la storia di questo sito. Nel 2004, però, il professor Roberto Tessari convinse l'amministrazione comunale a scavare nuovamente, sicuro della presenza di altre tombe. Emersero così 77 salme ed il resto di un sepolcreto che oggi formano l'attuale cimitero austro-ungarico di Follina.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Alpini di Pieve di Soligo).
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