Pieve di Soligo, il pizzaiolo Mirko Fariello qualificato per la finale di “Miglior chef in vuoto” 2019

Si è qualificato alla prima manche e ora lo attende la finalissima per tentare di conquistare il titolo di “Miglior chef in vuoto” 2019. Grazie ad una pizza con asparagi (preparati in tre modi diversi), mozzarella, pancetta, caciocavallo podolico e polvere di capperi, il 36enne Mirko Fariello (nella foto)  si è qualificato alle fasi finali del concorso lanciato dalla Orved, azienda di Musile di Piave specializzata in macchine per la conservazione e cottura sotto vuoto.

Dopo essere stato selezionato per rappresentare i colori del Veneto, il pizzaiolo di Pieve di Soligo ha preso parte alla competizione lo scorso giovedì 9 maggio, nella scuola di cucina Cast Alimenti di Brescia, dove si è svolta la prima manche tra le regioni del Nord Italia.

Pieve Mirko Fariello 2
La sua pizza (nella foto in alto), cucinata utilizzando ingredienti preparati interamente con la tecnica del sotto vuoto, dall’impasto fino alla farcitura, gli è valsa il biglietto per la sfida conclusiva alla Fiera Host di Milano il prossimo ottobre, dove si confronterà con gli chef vincitori delle selezioni di Sud Italia, Francia e Spagna.

“Ho deciso di partecipare quasi per caso, dopo essermi avvicinato a questa tecnica circa un anno fa - spiega Mirko Fariello - Il sotto vuoto non è solo una modalità di conservazione, ma rappresenta un vero e proprio modo di cucinare, che presenta tra l’altro molti vantaggi. Una durata più lunga innanzitutto, ma anche un utilizzo minore di sale, di grassi e di acqua per la cottura. C’è voluto del tempo, però, per imparare a padroneggiarla correttamente, dato che ciascun ingrediente richiede tempi e attenzioni differenti. Questo aspetto è molto importante, tanto è vero che i giudici hanno verificato che ci fossero tutti gli ingredienti che avevo dichiarato nella ricetta e che ciascuno fosse nella propria busta sigillata, preparato da me in precedenza”.

Ma com’è una pizza “sotto vuoto”? “Ha un retrogusto diverso, più dolce, perché il preimpasto e l’impasto vengono lasciati riposare sotto vuoto; non essendoci ossigeno il lievito lavora in maniera diversa e l’impasto non inacidisce. Tra gli chef che hanno partecipato sono stato l’unico a proporre la pizza e questa scelta è stata evidentemente apprezzata”.

Pieve Mirko Fariello 1
(Fonte: Edoardo Munari © Qdpnews.it).

(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata e Mirko Fariello).
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