Pieve di Soligo, vita sociale e piani di recupero delle aree degradate: il programma di Vivere Pieve in vista delle elezioni

La vita sociale sarà al centro del programma della lista Vivere Pieve, che sostiene il candidato sindaco Roberto Menegon, in corsa per il Comune di Pieve di Soligo.

Maniscalco 62enne, già assessore alla sicurezza e alla protezione civile nell’amministrazione che si concluderà tra qualche settimana, Menegon e la sua squadra intendono promuovere e rafforzare il senso di comunità nel paese.

Il nostro impegno, anche economico, sarà soprattutto verso le politiche giovanili, che vanno nel senso di un aiuto alle famiglie - spiega il candidato di Vivere Pieve - Penso ad iniziative come le aperture pomeridiane degli istituti scolastici e il potenziamento del centro giovani alle ex scuole professionali, sostegni concreti per tutte quelle situazioni nelle quali lavorano entrambi i genitori. Vogliamo anche aprire un dialogo con Mom per mettere a disposizione delle corse che al pomeriggio colleghino biblioteche, campi sportivi e palestre, in modo che i giovani possano muoversi in autonomia”.

“Aumentare il senso di appartenenza vuole dire anche far crescere la sicurezza in paese - prosegue Roberto Menegon - Abbiamo riscontrato dei cambiamenti importanti da quando la Polizia locale ha iniziato a fare visita agli anziani, avvengono molte più segnalazioni. Oltre a questo, vogliamo potenziare ulteriormente il sistema di videosorveglianza, dopo che a breve ci sarà l’installazione del sistema di controllo dei varchi”.

Per quanto riguarda le opere pubbliche, la lista delle priorità comprende il restauro del vecchio municipio, la realizzazione di una rotonda lungo la provinciale a Barbisano, per collegare la frazione alla rete stradale principale, e il restauro della vecchia scuola elementare di Barbisano. Altro argomento molto sentito è il rilancio di Villa Brandolini ed il suo parco, come cornice ideale dove ospitare spettacoli e eventi.

Infine, per quando riguarda l’edilizia, la proposta di Vivere Pieve è quella di realizzare dei Piani di recupero per le aree abbandonate e degradate del paese. “Si tratta di strumenti urbanistici che in altri Comuni hanno avuto molto successo - afferma Menegon - Servono a dare delle garanzie a chi investe nel restauro degli immobili, per sapere in anticipo come sarà il contesto futuro di un quartiere. Molti infatti desistono da questo tipo di interventi perché si rischio di trovarsi con una casa restaurata circondata da altre in degrado”.

(Fonte: Edoardo Munari © Qdpnews.it).
(Foto: Vivere Pieve).
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