Rottura in maggioranza, Menegon a Soldan: basta usare il nome Vivere Pieve, alle elezioni senza il sindaco

Riceviamo dagli assessori Roberto Menegon (nella foto a sinistra, a destra il sindaco Stefano Soldan)  e Francesca Trevisiol di Pieve di Soligo questo intervento e pubblichiamo.

Osserviamo, con tristezza, l’affannarsi del sindaco Stefano Soldan nel triste tentativo di appropriarsi, con il social network Facebook, del glorioso nome di Vivere Pieve, che nelle ultime elezioni amministrative lo ha condotto ad assumere il servizio di sindaco del Comune di Pieve di Soligo.


Con tristezza dicevamo, perché mai come questa volta, il buon nome di Vivere Pieve viene strumentalizzato da chi, eletto nella sua lista primo cittadino di Pieve di Soligo, ha deliberatamente violato i principi fondanti dell’associazione e cioè il rispetto dei ruoli, la condivisione, il coinvolgimento nelle decisioni, essenziali per garantire la progettualità di sviluppo sociale ed economico equilibrata, corretta e sempre tesa al bene della comunità.

Ecco perché abbiamo volutamente parlato di servizio e non di “carica” di sindaco: chi svolge quelle funzioni deve avere contezza di rappresentare una comunità, non interessi di parte; deve gestire le risorse amministrative in maniera corretta senza prevaricazioni o deleterie invasioni di campo; deve utilizzare le risorse economiche in maniera coerente con il progetto di sviluppo che è stato alla base della propria elezione.

Questi principi, queste convinzioni costituiscono il nostro modo di agire: lo abbiamo dimostrato con le nostre iniziative nella realizzazione delle opere pubbliche fondamentali quali il municipio, la sicurezza del territorio e dei sistemi di trasporto pubblico, le attività di comunicazione e d’ascolto verso gli anziani, la formazione di una squadra operativa nelle situazioni di emergenza riconosciuta a livello regionale, l'avvicinamento ed educazione verso la "res publica" dei giovani, dando importanza al valore dell'educazione civica, l'essere cittadino partecipe nella società a partire dalle attività culturali internazionali e sociali con partnership degli istituti scolastici oltre al doveroso rispetto delle regole per la costituzione di una società civile.

Abbiamo ritenuto che solo mantenendo la posizione avremmo potuto riportare sulla retta via chi si è smarrito. Non ci siamo riusciti, non per nostra volontà ma perché “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”.

Il sindaco Soldan ha volutamente dimenticato, tradito, i principi dell’associazione Vivere Pieve. È bene, allora, ricordargli che l’associazione non è cosa sua: ha un codice fscale (CF 0392861026), ha la sua sede legale in via Rivandelle 21, Barbisano; è rappresentata dal presidente Roberto Menegon. Non lo diciamo noi ma l’Agenzia delle entrate. 

Invitiamo quindi il signor Soldan, o chi per lui, ad astenersi dall’utilizzo abusivo del nome di Vivere Pieve, senza autorizzazione del presidente. Sa bene dove trovarlo. Ci aspettiamo ora atteggiamenti vittimistici e denigratori. Fa parte del gioco, cui noi ci sottraiamo. Reputiamo che gli elettori siano in grado di capire, senza altre spiegazioni. 

A loro, invece, ci rivolgiamo affinché accordino la fiducia al nuovo gruppo di Vivere Pieve, che saldamente ancorato ai principi originari e sempre rappresentato dal suo presidente Roberto Menegon, responsabilmente parteciperà alle prossime elezioni.

Roberto Menegon
Francesca Trevisiol

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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