I dazi sull'agroalimentare, rischia l'export del Prosecco. Polegato e Nardi: "Ci aspettiamo reazioni forti"

Preoccupa tutti i produttori del Prosecco Doc e del Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore la notizia dei dazi proposti dal presidente americano Donald Trump (nella foto) contro l'Unione europea in risposta agli aiuti forniti ad Airbus, costruttore europeo di aeromobili e rivale dell'americana Boeing Company. Nel mirino di questi dazi, che colpiranno diversi prodotti di punta del made in Italy, sarebbero finiti anche formaggi come pecorino, emmental, cheddar, oltre a yogurt, burro, agrumi, olio d'oliva e marmellata.

Come hanno reagito le due denominazioni del Prosecco Doc e del Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore a questa notizia che rischia di minare tutta l'attività promozionale svolta negli Stati Uniti, nazione dove il consumo di questi vini sta registrando dei dati molto confortanti? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati: i presidenti delle due denominazioni e il presidente di Coldiretti Treviso.

"I dazi - ha dichiarato Innocente Nardi, presidente del Consorzio di tutela Conegliano Valdobbiadene Docg - sono uno strumento usato per limitare il commercio dei prodotti. Per noi che abbiamo investito negli Usa, facendo conoscere il nostro prodotto, si tratta di un'azione che ci preoccupa e che non condividiamo. Viene messo in discussione  il nostro lavoro di promozione e sarebbe una privazione per gli stessi cittadini statunitensi che apprezzano il nostro vino. Per il Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore gli Stati Uniti rappresentano il quarto mercato di esportazione (20% dell'export) e si tratta di un mercato importante".

"Negli Usa i consumi del nostro prodotto si stanno incrementando - conclude il presidente Nardi - e ora che si è seminato saremmo doppiamente penalizzati da un provvedimento di questo tipo. Serve un'azione, attenta e dinamica, del governo italiano e di quello europeo per far fronte a questo possibile provvedimento. Il libero scambio è un valore per le democrazie e non può essere messo in discussione".

Prendiamo atto della notizia - ha affermato Stefano Zanette, presidente del Consorzio di tutela Prosecco Doc - ma siamo preoccupati fino ad un certo punto. I nostri veri competitors sono europei e subirebbero il medesimo svantaggio. Se il governo statunitense dovesse innalzare i dazi lo farà per tutti e ricordiamo che il Prosecco è soltanto uno dei prodotti che potrebbero essere colpiti da questa misura protezionistica. Il Prosecco Doc - conclude Zanette - ha un export del 75% di cui il 20% riguarda il mercato negli Usa grazie a 70 milioni di bottiglie vendute. I margini di crescita sono positivi. In tal senso l’eventuale maggior dazio potrebbe anche essere assorbito, almeno in parte, perché gli americani comprano bene e apprezzano la qualità di quello che bevono. Crediamo in un lavoro di squadra del governo europeo per affrontare correttamente questo problema e non ci stupiamo del fatto che gli Stati Uniti di Trump stiano mostrando i muscoli ai cinesi, cosa già successa in passato in vicende analoghe".

"Siamo preoccupati - ha spiegato Giorgio Polegato, presidente Coldiretti Treviso - perché gli Stati Uniti sono un mercato importante in evidente crescita. Sarebbe un danno per i produttori e per tutto l'indotto. Si tratta di una politica miope e anche un danno per chi importa e consuma negli Stati Uniti i nostri prodotti. Perché penalizzare il consumo di prodotti molto apprezzati? Se questi dazi dovessero partire si aprirebbe una vera e propria guerra commerciale. Per l'importanza che il settore dell'agroalimentare ha in Europa ci aspettiamo delle reazioni forti di chi ci governa e un lavoro attento delle varie diplomazie".

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: pixebay.com)
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