Pieve di Soligo, domenica scorsa a Solighetto il tradizionale ricordo dei caduti di Nikolajewka

Come sempre, nella terza domenica di gennaio, gli alpini del gruppo di Solighetto hanno ricordato i caduti della tragica battaglia di Nikolajekwa combatutta il 26 gennaio 1943, uno scontro bellico tra più importanti della Seconda guerra mondiale che costò pesanti perdite di vite umane.

Una commemorazione che onora il paese, tra le prime realtà in Italia ad omaggiare i caduti sul fronte russo, e voluta nel 1953 dal cavaliere Giovanni Pansolin, reduce della campagna di Russia.

Presenti alla cerimonia le autorità locali: il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan; Floriano Zambon, assessore di Conegliano; il presidente della sezione alpini di Conegliano, Gino Dorigo; il consigliere Nino Geronazzo; le varie associazioni d'Arma locali; gli alunni della scuola primaria di Solighetto; e una delegazione di alpini di Visco (Udine),  con cui le penne nere di Solighetto hanno instaurato da tempo un gemellaggio, con il rispettivo vessillo sezionale di Palmanova ed il vessillio sezionale di Vittorio Veneto, Pordenone, e Cadore e i galiardetti dei gruppi locali.

Una giornata cominciata con l'alzabandiera e la partenza dalla sede situata in via Brigata Cadore. Poi, la sfilata lungo le vie principali di Solighetto. Nella chiesa della frazione monsignor Bruno Fasani, direttore dell'Alpino giunto appositamente da Verona, ha celebrato la messa ricordando nell'omelia i valori alpini e l'importanza di trasmetterli alle nuove generazioni.

La cerimonia è proseguita con la deposizione di una corona di alloro davanti al monumento dei Caduti, dove il capogruppo del Gruppo di Solighetto, Aldo Pradella, ha ricordato la figura del cavalier Giovanni Pansolin, che nel 1953 volle fortemente la commemorazione. Grande l'emozione tra i presenti quando gli alunni della scuola primaria di Solighetto, diretti da Piero Marchesin, si sono cimentati nei canti alpini e nell'inno di Mameli.

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(Fonte e foto: Alpini di Solighetto).
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