Pieve di Soligo, episodio di razzismo contro una volontaria di "Terra Mia": "Caso isolato, ma fa male"

Da sempre impegnata in un'opera di sensibilizzazione ai temi del dialogo tra culture e dell'integrazione, Sophia Hassani (nella foto),  giovane volontaria di "Terra Mia", manifestazione interculturale di Pieve di Soligo, è stata oggetto di pesanti insulti a sfondo razzista a causa delle sue origini marocchine.

La giovane Hassani, infermiera residente a Moriago della Battaglia, è nata e cresciuta in Italia, ma la sua famiglia è originaria del Marocco. Sophia ha frequentato il liceo scientifico a Valdobbiadene e si è laureata all'Università di Padova.

Ora, oltre a lavorare come infermiera, sta frequentando un master a Bologna e continua ad occuparsi di temi legati al mondo dell'integrazione degli stranieri. Ha sviluppato questi argomenti anche con il suo lavoro di tesi dove si è occupata di competenza interculturale in campo infermieristico, un tema molto attuale che invita gli operatori sanitari a sviluppare competenze trasversali per interfacciarsi correttamente con pazienti provenienti da diversi luoghi del mondo.

In 22 anni non era mai stata colpita da frecciatine o insulti razzisti. Qualche giorno fa, purtroppo, confrontandosi con un uomo per alcune questioni personali, ha spiegato che lei era di origini marocchine. Appena la persona si è resa conto che si stava relazionando con una ragazza di origini straniere, ha cambiato atteggiamento in modo repentino e ha iniziato a bersagliarla di insulti, battute e pesanti improperi legati al suo essere "marocchina".

Finita la discussione, Sophia ha provato, per la prima volta nella sua vita, un misto di tristezza, sconforto e rabbia perché non riusciva a capacitarsi di come ancora oggi si possa discriminare e offendere una persona perbene per le sue origini.

"Non mi è mai successo nulla di simile - spiega costernata la volontaria di "Terra Mia" - e fino ad ora, a quanto pare, ho vissuto in una campana di vetro. Ho sempre pensato che la cattiveria ci fosse ma non credevo potesse toccarmi così da vicino. Fa male, molto male anche perché io ce la metto sempre tutta per dare il massimo nelle cose che faccio e per comportarmi in modo educato e rispettoso".

"Purtroppo il problema è l'ignoranza - prosegue Sophia - che è ancora presente in una piccola fetta della popolazione. Finalmente ho compreso come si sentono le persone che sono oggetto di episodi di razzismo e bisogna essere molto forti per farsi scivolare di dosso questi spiacevoli momenti".

"Comunque voglio precisare - conclude la giovane ragazza di origini marocchine - che il mio è stato un caso isolato, forse una mina vagante. Posso garantire che la maggioranza dei veneti e degli italiani rispetta gli stranieri che seguono le leggi e che sono veramente interessati ad integrarsi nel tessuto sociale. Sono fiduciosa che con il tempo, grazie ad una maggiore consapevolezza, gli episodi di razzismo diventeranno un fenomeno raro. Bisogna comunque cominciare fin da subito a sensibilizzare la gente verso questi temi per incrementare una maggiore conoscenza".

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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