Cementirossi di Pederobba, per analizzarne l'impatto uno studio di coorte del ventennio 1996-2016

Comune di Pederobba, Arpav provinciale, Ulss 2 ed università di Brescia hanno le idee chiare e l’hanno ribadito nell’incontro pubblico di ieri sera, lunedì 18 giugno, nella sala consiliare di Onigo. Per analizzare il caso Cementirossi ed i suoi possibili effetti sui residenti di Pederobba e dei Comuni limitrofi sarà realizzato uno studio epidemiologico basato sul metodo retrospettivo della coorte storica.

La giunta presieduta dal sindaco Marco Turato, in accordo con il Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Ulss 2, ha affidato l’incarico ad uno dei maggiori esperti del settore: Francesco Donato, professore ordinario di Igiene all’università di Brescia ed autore di numerosi studi di epidemiologia ambientale. Il docente universitario ha spiegato di aver scelto lo studio di coorte perché consente di analizzare nel tempo gruppi di persone residenti in un territorio e di valutare la differenza tra le persone sane e malate. Lo stesso metodo scientifico è stato utilizzato per l’Ilva di Taranto.

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“Nel caso di Pederobba – ha affermato il professor Donato - sarà preso in esame il ventennio 1996-2016 facendo una vera e propria storia residenziale del territorio circostante il cementificio e, a partire dai dati forniti dal servizio epidemiologico regionale, verranno analizzati tre principali fattori: la durata delle esposizioni ai fumi del cementificio, quali e quante sono le persone residenti esposte e non esposte, chi tra i soggetti esposti potrebbe essersi ammalato per cause riconducibili a sostanze inquinanti emesse dal cementificio. Ciò sarà possibile analizzando le cause di morte più frequenti nel territorio, l’incidenza dei tumori e delle malattie respiratorie, le motivazioni dei ricoveri ospedalieri. Non saranno trascurate altre due importanti fonti di inquinamento: il traffico della strada regionale Feltrina e la zona industriale di Pederobba”.

Anche gli interventi degli altri due relatori sono stati rassicuranti e garantisti della massima dedizione sul caso Cementirossi. La dottoressa Maria Rosa, dirigente dell’Arpav provinciale, ha precisato che la stazione di monitoraggio di Onigo non registra le emissioni del cementificio ma la qualità dell’aria. Inoltre ha affermato che i dati emersi nell’ultimo decennio hanno evidenziato una concentrazione di sostanze inquinanti paragonabili a quelle della Pianura padano-veneta, perché si tratta di una zona “accerchiata” da Alpi, Appennini e mare Adriatico.

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Ciò causa il ristagno dell’inquinamento anche in luoghi che, tendenzialmente, sono considerati dei “paradisi ambientali”. La dimostrazione di ciò è il fatto che, come ha evidenziato il dottor Sandro Cinquetti, direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Ulss 2, i dati dimostrano che in Veneto si muore di più e si vive meno a lungo nei paesi di montagna rispetto alle grandi città, nonostante i Veneti abbiano uno stato di salute tra i migliori d’Italia e del mondo.

Entrambi i relatori sopracitati hanno espresso altre importanti valutazioni. La dottoressa Rosa ha annunciato che l’Arpav manterrà alta l’attenzione su Pederobba in due modi. Innanzitutto attraverso le rilevazioni della stazione di monitoraggio di Onigo, visto che è appena stata siglata con il Comune una convenzione per il prossimo biennio; in secondo luogo, Arpav continuerà a compiere i controlli di vigilanza sul cementificio di Pederobba rilevando le emissioni direttamente dai camini, tanto più che ciò è stato richiesto dalla Commissione Ambiente provinciale e che l’azienda già svolge degli autocontrolli quadrimestrali obbligatori.

Anche il dottor Cinquetti ha fornito al pubblico dati molto positivi: a Pederobba le donne sono molto longeve (età media compresa tra i 90 ed i 94 anni), le percentuali dei tumori sono tendenzialmente più basse del resto del Veneto, le ospedalizzazione per patologie respiratorie a Pederobba e nei Comuni limitrofi sono pressoché le stesse della media regionale; senza trascurare il fatto che Pederobba, da più di vent’anni, è uno dei Comuni più tenuti sotto controllo dal Registro Tumori regionale.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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