Il Comitato "No Piro" scrive al governatore del Veneto: "Cosa intende fare per tutelare i diritti dei veneti che lo hanno eletto?"

Riceviamo dal Comitato "No pirogassificatore Orsago" e pubblichiamo.

 

Il Comitato "No pirogassificatore Orsago" da oltre un anno sta combattendo contro la costruzione di un pirogassificatore insieme ai 72 cittadini che si sono costituiti in giudizio, per far rispettare il diritto alla propria salute, a non vedere svalutate le proprie case, i propri terreni, le colture e a poter vivere in un ambiente sano, come qualunque cittadino veneto onesto che paga le tasse e vota in fiducia, coloro che dovrebbero garantire tali diritti.


Dopo l’ordinanza di sospensione dello scorso 29 giugno da parte del Tar di Venezia (magistrati: Alberto Pasi, presidente, Stefano Mielli, consigliere estensore e Marco Morgantini, consigliere) del diniego emanato dal Comune di Orsago, i cittadini di Orsago e i cittadini confinanti di Cordignano e Godega di Sant’Urbano, presto potrebbero essere costretti a convivere con un pirogassificatore attivo. Di fatto, dopo l’ordinanza di sospensione del Tar, il Comitato "No pirogassificatore Orsago", insieme a circa un centinaio di cittadini di Orsago, Cordignano e Godega, hanno dato mandato all'avvocato Cadalt per difendere le ragioni del Comune, intervenendo a sostegno dello stesso al Consiglio di Stato.


Il comitato, preoccupato dalla scadenza dei termini dettati da tempistica probabilmente strettissima, dopo la sospensione data dal Tar al diniego del Comune di Orsago della Pas per la costruzione del pirogassificatore, si auspica che il Comune preventivamente possa e debba agire al riguardo. Il pirogassificatore in oggetto, dovrebbe essere costruito in un campo ad uso prettamente agricolo e quindi non industriale, fronte zona residenziale, dove l’accesso è costituito da una strada stretta che in alcuni tratti non permette il passaggio in contemporanea di due auto.


L’area si trova a confine di tre Comuni, con nelle vicinanze, a 400 metri circa, una centrale a GPL. Nel Piano di Emergenza della prefettura di Treviso l’intera area, residenziale e agricola di via Camparnei è inserita come zona a rischio esplosione in caso di fuga di gas.


Da sottolineare il fatto che la ditta Liquigas spa, è inserita nella Direttiva Seveso nella documentazione del piano territoriale coordinamento provinciale. In più il terreno dove è posizionato il cantiere del pirogassificatore, è incluso nel piano di tutela delle acque della Regione Veneto come alta pianura – zona ricarica acquiferi, poiché si trova sopra le ricariche delle risorgive. Inoltre, in base al regolamento comunale "Per la disciplina degli impianti alimentati da biomassa - biogas - digestati" approvato dal Comune di Orsago con delibera consiliare n. 13 del 7 Aprile 2017, l'impianto in questione non può e non potrà essere assolutamente costruito in via Camparnei, dato che il Comitato ritiene che questo regolamento, essendo legittimamente in vigore, doveva e deve essere applicato senza se e senza ma.

 

Sempre a 400 metri circa dal pirogassificatore, insiste un'attività insalubre di prima classe, attività che con l’emissione di fumi, costringe molto spesso i cittadini di via Camparnei e non solo, a vivere tenendo chiuse le finestre per il fumo e odori acri. E’ molto probabile che se non dovessero essere presi adeguati ed urgenti provvedimenti l’Italia sarà pesantemente sanzionata dall’Unione Europea, dato che la pianura Padana è la quinta zona al mondo più inquinata e che l’Italia è stata richiamata più volte dalla stessa Unione Europea per l’alto e grave tasso di inquinamento atmosferico presente nell’aria che respiriamo.


Ora ci si chiede: ma ancora quante centrali a biomassa e quante altre attività insalubri di prima classe, altamente inquinanti, la Regione Veneto intende autorizzare e la Nazione Italiana ha intenzione di continuare ad incentivare? Quante sostanze tossiche un corpo umano può assimilare senza ammalarsi? Quanto la nostra agricoltura e viticoltura è sana? Si parla di siccità, di acquiferi e risorgive inquinati da pfas.


Come può allora la Regione Veneto permettere ancora di aggravare ulteriormente autorizzando attività insalubri di prima classe, che con l’emissione in atmosfera di una miriade di inquinanti tra cui diossina e le pericolosissime polveri sottili e ultra sottili (nano particelle) e la loro successiva ricaduta peggiorano il già delicato e compromesso equilibrio acquifero? Il Governatore del Veneto, cosa intende fare per tutelare i diritti dei veneti che lo hanno eletto?


Sono stati dati incentivi a favore della monocoltura vitivinicola, abbondantemente irrorata da fitofarmaci e pesticidi di sintesi, impianti a biomassa (inceneritori, pirogassificatori, termovalorizzatori, tutte attività insalubri di prima classe), regolamenti scriteriati a favore dei cacciatori, centraline idroelettriche che fanno tremare i condomini e causano danni ai fiumi, come con la turbina di San Giacomo di Veglia, trafori che non si curano dei problemi d’inquinamento, dei disagi dei cittadini e delle conseguenze sul territorio. E questi esempi sono solo una goccia nel mare delle tante emergenze ambientali presenti nella nostra Regione.

 

Ci chiediamo:
Al Governatore della Regione Veneto, Le piacerebbe avere una casa a 50 metri da un pirogassificatore? Farebbe respirare quell’aria ai suoi figli? Ha mai fatto una bella passeggiata fra i vigneti del prosecco Doc appena irrorati da pesticidi? Ha notato che le api non si vedono quasi più? Che le lucciole, quei piccoli e magici insetti luminosi, nelle nostre zone sono diventate un bel ricordo? Che i passeri sono pressoché spariti e con essi stanno sparendo altre specie di uccelli e quelle poche che rimangono rischiano di essere abbattute da cacciatori favoriti da leggi regionali vantaggiose (si veda la ‘’caccia in deroga’’ dichiarata illegittima dalla Commissione Europea, che sta vigilando sulla applicazione corretta dell’articolo 9 della Direttiva Uccelli).

 

Chi tutela noi cittadini? Il futuro dei bambini? I nostri animali? Le nostre case? I nostri terreni? Chi tutela la natura? Il nostro Comitato oltre alla beffa ha subito anche il danno, più volte è stato diffamato, ingiuriato e ora probabilmente, potrà essere realizzato un pirogassificatore a ridosso delle case.
Lanciamo un forte appello invitando tutti i comuni, in particolare quelli limitrofi, a coordinarsi per operare in sinergia ed adottare un'azione forte ed unitaria a salvaguardia della popolazione e del territorio; tutti i comitati della Regione Veneto ad unirsi per fare massa critica.


In effetti la nostra unione è l’unico mezzo per far valere i nostri diritti e diventa una forza per dare sostegno a quelle Amministrazioni comunali che si impegnano seriamente a tutela della gente: il nostro supporto deve avvenire per il loro impegno in questo senso, al di la ed al di fuori del loro "colore" partitico perché la salute e l’ambiente non hanno colore politico. E a tutti coloro che per denaro non si curano del prossimo, vorrei ricordare una frase di Papa Francesco, che durante un’omelia disse: "Non ho mai visto un camion dei traslochi dietro un’autobara".


Elena Allegranzi
rappresentante del Comitato "No pirogassificatore Orsago" e membro di "Liberi di Respirare"

 

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