Pirogassificatore di Orsago, giovedì scorso l'incontro sulle biomasse con il professor Tamino

Vista l’attenzione sociale per l’ambiente, il gruppo “Liberi di Respirare” ha organizzato lo scorso giovedì 27 aprile nella sala polifunzionale del Comune di San Fior, una conferenza sugli impianti a biomassa. 

Inizialmente è intervenuto Victor Cavaliere dell’associazione “Liberi di Respirare”. Quest’ultima riunisce oltre a singole persone, molti comitati presenti sul territorio formatisi negli ultimi tempi per contrastare l’installazione di impianti quali pirogassificatori che possono compromettere ulteriormente la qualità dell’aria nelle nostre zone. Il loro obiettivo è coordinare e organizzare in forma di network le azioni dei comitati e promuovere campagne di sensibilizzazione.

Cavaliere ha ricordato che sono molti i comitati che si sono formati spontaneamente nell’ultimo anno in provincia di Treviso, tra questi Orsago, Gaiarine, Colle Umberto e Pederobba. “Liberi di Respirare” ha inoltre interpellato anche il Cit-Savno per sapere qual è la loro posizione in merito ai pirogassificatori tenuto conto che, in un articolo dello statuto, l’azienda si è impegnata a “conservare l’aria così com’è o a migliorarla”. L’azienda al momento non ha ancora fornito una risposta.

In merito alla questione del pirogassificatore ad Orsago, in sala è giunta la notizia che l’amministrazione, presieduta da Fabio Collot, ha emesso un diniego in merito alla Pas (Procedura abilitativa semplificata) presentata dall’impresa che vorrebbe realizzare un pirogassificatore nel territorio comunale.

Successivamente la parola è stata data al professor Gianni Tamino (nella foto),  esperto ambientale, biologo e docente all’università di Padova. Il professore ha iniziato la propria relazione definendo nello specifico una biomassa: “Tutto ciò che è un organismo vivente e si trova nella Terra”, ma ricordando che il termine nel settore energetico indica sostanze che possono essere utilizzate per produrre energia. A tal proposito, il titolo di una delle prime slide è stato: “Processi produttivi naturali e umani”.

Questa chiariva quanto segue: “A differenza dei processi produttivi naturali, che utilizzano energia solare e seguono un andamento ciclico senza produrre rifiuti e senza combustione, i processi produttivi umani bruciano energia interna al pianeta, sono lineari e producono inquinamento e rifiuti”. Le caratteristiche sopracitate devono spingere per cercare soluzioni alternative che non compromettano la salute dell’ambiente e delle persone evitando quanto più possibile i processi di combustione.

Il professore ha continuato riportando dati che evidenziano come la Pianura Padana è una delle zone più contaminate al mondo e la prima in Europa assieme ad una zona nel nord della Germania. I dati inoltre hanno dimostrato che città come Venezia, Treviso, Verona, da diversi anni risultano le più inquinate del territorio con valori dei contaminanti che vanno oltre i limiti di legge previsti.

Diversi sono le tipologie di centrali che funzionano bruciando:
• biomasse solide, come legno, cippato, paglia e carcasse di animali, queste hanno un forte inquinamento atmosferico dato dall’incenerimento o dalla pirolisi della materia;
• biomasse liquide, ad esempio oli vegetali di palma, girasole e soia, il cui inquinamento è riferibile agli impianti a gasolio;
• biogas, ottenuto da digestione anaerobica di substrati come letame, residui organici e mais.

Purtroppo esistono anche contributi per chi installa un pirogassificatore e spesso questi rappresentano l’unica voce positiva sul bilancio economico di questa ormai scadente tecnologia ha ricordato Tamino. I dati riportati dal professor Tamino hanno anche messo in evidenza come in Italia la potenza energetica richiesta complessiva dalla società sia di 51.873 MW (megawatt) mentre quella prodotta attraverso impianti a biomasse, idroelettrici, eolici e termici sia di 101.447 MW, cioè il doppio del necessario (dati 2010).

Con questi termini bisogna pur chiedersi se vale la pena di installare altri impianti che producono energia. Tamino ha ricordato che ormai gli impianti obsoleti vengono dismessi e che, se previsti, i nuovi impianti devono disporre di tecnologia moderna e, come previsto dalla legge, diminuire l’inquinamento ambientale. Nella parte finale della serata, a dimostrazione dell'interesse della cittadinanza, sono state numerose le domande poste dal pubblico al professore.

(Fonte: Michele Francescon © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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