Pirogassificatore di Orsago, la cronistoria: 1.500 firme per dire NO, a breve il pronunciamento del Comune

Il pirogassificatore sta continuando a tenere alta la tensione in paese a Orsago. Il Comitato "No piro", assieme a cittadini e commercianti del paese, ma non solo, sta aspettando le decisioni da parte dell’amministrazione comunale. Questa dovrebbe pronunciarsi nel merito, tenendo conto delle norme attuali, entro la fine di questo mese.

La questione-piro ad Orsago è nata tra la fine del 2015 ed inizio 2016. A quell’epoca in municipio giunsero delle carte da parte di organi amministrativi superiori. Questi erano stati interpellati dall’impresa "RGM Energy" di Treviso che intendeva costruire un impianto il cui funzionamento prevedeva emissioni in atmosfera. L’area a cui si faceva riferimento si trova in via Camparnei.

L’amministrazione comunale si è trovata quindi a valutare a sua volta le richieste della RGM, riscontrando incongruenza tra l’impianto e la destinazione dell’area. Le norme che regolano queste attività sono sicuramente delicate, trattandosi di questione riferita alla salute umana e all’impatto ambientale: chi avvia queste attività deve presentare agli organi competenti delle Aua (Autorizzazione Unica Ambientale).

Il Comitato "No piro Orsago" diffonde informazioni su questa tipologia di impianti, la cui installazione è contestata dai cittadini perché ci sono documenti e/o pareri tecnici che definiscono questi impianti insalubri. Ad aprile 2016 i membri della minoranza “Orsago Paese Attivo”, con la loro capogruppo Paola Zanchettin, informarono, attraverso un importante social network,  gli orsaghesi che vi era l’intenzione di costruire un pirogassificatore in paese. Il Comitato "No piro Orsago" è stato fondato a giugno del 2016 con l’obiettivo principale di informare e creare un dibattito sull’argomento in modo che le persone di Orsago e dei Comuni limitrofi si interessino alla vicenda.

Sono state organizzate dal Comitato una serie di incontri pubblici e di approfondimento con relatori ed esperti per dibattere sul pirogassificatore. Nelle varie conferenze era stato invitato Renzo Rizzon del Comitato di Gaiarine, in quanto ha maturato esperienze in tale materia, collaborando con i Comitati della zona. Nell’autunno del 2016 il Comitato ha proseguito l’attività di informazione e divulgazione, tanto è vero che a dicembre del 2016 venne organizzato, anche con l’intervento degli esperti Renzo Rizzon e Gian Luigi Salvador, un incontro pubblico un dibattito a Cordignano al teatro “Francesconi”.

L’installazione del pirogassificatore dovrebbe servire per la produzione della spirulina: l’alga spirulina è una micro alga di colore verde-azzurro coltivata nei luoghi caldi, come ad esempio nei laghi artificiali del Messico e della Cina. Questa alga nelle nostre latitudini può essere coltivata in serre perché ha bisogno di luce e calore. Questo tipo di attività sembra inoltre godere di incentivi statali o europei. C’è da chiedersi, secondo il Comitato, se in tutto questo si è tenuto conto del benessere dei cittadini?

A fine marzo 2017 è stata presentata - da parte dell’impresa - la Pas in municipio, la quale prevede che il proprietario dell’immobile o chi ne ha la disponibilità presenti la seguente documentazione:

• una dichiarazione accompagnata da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato;
• gli opportuni elaborati progettuali;
• attestazione della compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici approvati e i regolamenti edilizi vigenti e la non contrarietà agli strumenti urbanistici adottati, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie.
• gli elaborati tecnici per la connessione redatti dal gestore della rete.

L’amministrazione può, in base alla documentazione presentata, prevedere il nulla-osta o meno per la realizzazione dei lavori. Nei primi giorni di aprile è stata organizzata dal Comitato "No piro Orsago" una manifestazione di protesta nella piazza municipale, informando i cittadini che sono state raccolte circa 1.500 firme per dire NO al pirogassificatore di Orsago e che a breve ci saranno altri banchetti di raccolta-firme. Tra le domande che sorgono in paese, ad esempio, quella che riguarda la viabilità: nel luogo previsto per l’impianto vi sono strade strette e quando due automobili si incrociano (provenendo dai sensi opposti di marcia) una delle due deve categoricamente fermare ed accostare, prestando attenzione a non finire nel fosso. Dove passeranno i vari mezzi che dovranno costruire l’impianto, considerando le morfologie delle strade e delle numerose case, circa 77, presenti in via Camparnei?

(Fonte: Michele Francescon © Qdpnews.it).
(Foto: Comitato No Piro di Orsago).
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