Orsago è scesa in piazza per dire NO al pirogassificatore. Il Comitato: l'impianto porterà problemi alla salute

Ieri mattina, sabato 8 aprile, in piazza Oberdan ad Orsago si è tenuta una manifestazione contro l’installazione del pirogassificatore in paese. L’evento è stato organizzato dal locale comitato "No Piro" per dibattere ed approfondire i vari temi. All’evento ha partecipato il sindaco di Orsago, Fabio Collot, con i membri del consiglio comunale (maggioranza e minoranza), e anche il sindaco di Carceri, Tiberio Businaro, paese in provincia di Padova che ha bloccato, in passato, la realizzazione di alcuni pirogassificatori.

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Il sindaco Collot ha iniziato il suo intervento ringraziando oltre ai numerosi cittadini accorsi anche gli organizzatori per l’impegno profuso e per la sensibilizzazione che portano avanti in paese sulla tematica della salute umana. Il primo cittadino di Orsago ha affermato che nella serata precedente (venerdì 7 aprile) il consiglio comunale di Orsago ha emanato un provvedimento che regolamenta e limita la realizzazione di impianti per il trattamento di biomasse. Maggioranza e minoranza hanno ribadito la propria contrarietà alla costruzione dell’impianto perché, ha detto Paola Zanchettin, capogruppo della minoranza, è vero che il sito interessato all’installazione ha una vocazione agricola, ma, allo stesso tempo, residenziale perché ricco di abitazioni.

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L’impianto, ha continuato la Zanchettin, seppur piccolo, ha le dimensioni degli essiccatori più ragguardevoli e le emissioni delle polveri, comprese le nano particelle, sono dannose per la salute umana e possono portare problemi non solo ad Orsago, ma anche ai paesi limitrofi, quali Cordignano e Godega Sant’Urbano. La minoranza apprezza il clima collaborativo che si è creato tra le varie forze presenti in campo, quali la maggioranza, la minoranza ed il Comitato No Piro Orsago, con la presenza costante della vice presidente del Comitato, Elena Allegranzi.

Proprio Allegranzi ha sostenuto che la Pianura Padana è una delle cinque aree più inquinate del pianeta e che una politica generale che implementi la realizzazione di pirogassificatori o similari peggiorerebbe ulteriormente il quadro complessivo della zona. La vice presidente del Comitato No Piro di Orsago ha continuato affermando che è giunta l’ora di salvaguardare la salute della cittadinanza e non è corretto che si ammalino o muoiano persone per l’interesse di pochi individui, ma è corretto "che i vari Comitati si parlino e collaborino per essere più forti e per trovare delle strategie collettive atte a fermare questi soggetti dediti sempre più agli affari senza scrupoli". Concludendo, Allegranzi ha sostenuto che la realizzazione del pirogassificatori porta problemi diretti ed indiretti alla salute e svaluta la zona comprese le abitazioni.

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Successivamente ha preso la parola il sindaco padovano Businaro, il quale ha affermato che Orsago è un bel paese, ordinato, con un centro compatto inserito in una bella zona ed ha raccontato che quando divenne primo cittadino a Carceri un’impresa voleva costruire un impianto simile a quello proposto ad Orsago. Decise di indire delle assemblee pubbliche e si rese conto che il 90% dei suoi concittadini vedeva negativamente l’impianto. Per assecondare le loro richieste diede il via ad un’attività incisiva. Ha affermato che "le leggi servono per tutelare la volontà del popolo e che se questo si unisce in azioni, proteste e collaborazioni, queste vanno assecondate perché il popolo è sovrano. Il territorio è un elemento importante e va salvaguardato in tutti i modi possibili. Quindi se le norme non sono adeguate è giusto ricorrere per modificarle".

Businaro ha aggiunto che è fondamentale partecipare ad azioni di protesta per dimostrare la propria contrarietà e per dare supporto alla classe politica che ci rappresenta. I cittadini devono, secondo il sindaco di Carceri, immaginare come vorrebbero il loro territorio tra una decina o quindicina d’anni e muoversi in tal senso per salvaguardarlo e tutelarlo con tutti i mezzi possibili. Businaro sta portando avanti un progetto denominato “Diamo sorriso alla Pianura Padana” che, visto l’incessante antropizzazione della pianura, propone di incrementare le aree verdi con piante autoctone, coinvolgendo anche i giardini privati per migliorare lo stato dell’ambiente. Così facendo, in poco

tempo sono stati piantati 25 mila alberi con una spesa irrisoria, azione che se portata avanti dalla Regione sarebbe costata molto di più.

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In chiusura dell’incontro sono intervenuti altri Comitati delle zone limitrofe per supportare i colleghi di Orsago e per dimostrare la loro presenza su un tema così importante come la salute collettiva e l’ambiente.


(Fonte: Michele Francescon © Qdpnews.it).
(Foto Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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