Un pirogassificatore ad Orsago? Oggi in centro la manifestazione del "Comitato No Piro" contro l'impianto

Da un anno a questa parte Orsago si sta interrogando sulla possibile installazione di un pirogassicatore che un’impresa privata vorrebbe costruire nel territorio comunale e più precisamente in via Camparnei, a monte della Pontebbana, vicino ai confini con i Comuni di Godega Sant’Urbano e Cordignano (nella foto sotto).

La struttura, se installata, disterebbe pochi metri dalle case abitate limitrofe e poche centinaia di metri dal nucleo centrale del paese. I dubbi dei cittadini sarebbero legati al possibile peggioramento della qualità dell’aria, alle sue ricadute sulla salute delle persone, alle variazioni che potrebbe apportare alla vita quotidiana.

Ad Orsago si è così costituito il "Comitato No Piro" che sta sostenendo la propria battaglia ricordando che “ [...] Siamo chiamati a mostrare ancora una volta l’impegno civile a favore della salute e della qualità di vita, che qualche speculatore vuole ulteriormente compromettere per arraffare un po’ di incentivi”.

Orsago Comitato No Pirogassificatore Mappa
Proprio il Comitato promuove per oggi, sabato 8 aprile, alle ore 10.30, nell’area retrostante il municipio di Orsago, in piazza Oberdan, una manifestazione per sensibilizzare ed aggiornare la cittadinanza alla quale tutti sono invitati. Oltre al sindaco di Orsago, Fabio Collot, interverrà anche il sindaco di Carceri, piccolo Comune in provincia di Padova, che nel proprio territorio non ha permesso l’installazione di un pirogassificatore.

Ma che cos’è un pirogassificatore? È possibile definire un pirogassificatore come un impianto di combustione di rifiuti che funziona ad altissime temperature. Il processo viene definito pirolisi-gassificazione e riguarda la degradazione di una biomassa in assenza o parziale presenza di ossigeno. La temperatura che si raggiunge varia tra i 900 ed i 1100° C e favorisce la combustione della biomassa presente immessa gradualmente. In questi impianti è possibile bruciare scarti di cartiera, pneumatici, plastiche, biomasse quali scarti vegetali e legno. L’energia liberata può essere utilizzata per alimentare una turbina, creare combustibile, essere trasformata in energia elettrica o calore.

L’iter normativo per la realizzazione di questa tipologia di impianti (Decreto legislativo 387/03) prevede la presentazione dei documenti all’amministrazione comunale se l’impianto ha una potenza inferiore ad 1 megawatt, prevede invece l’intervento delle istituzioni superiori se l’impianto ha una potenza superiore.

Molti sono i contributi che l’Unione Europea destina agli Stati membri per le infrastrutture, la promozione e valorizzazione del territorio, la realizzazione degli impianti per le energie rinnovabili. Quindi anche i cittadini italiani attraverso le loro tasse creano un fondo di denaro che poi viene reinvestito sul territorio quando vengono presentati progetti validi. Progetti che hanno lo scopo di migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Anche i pirogassificatori rientrano in questo tipo di contributi. Ad Orsago i cittadini si interrogano se questa installazione è portatrice di un miglioramento di vita.

(Fonte: Michele Francescon © Qdpnews.it).
(Foto: Comitato No pirogassificatore).
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