Miane, “Dai Colli del Collio a quelli di Valdobbiadene” : i Degustatori incontrano l’enologo Robert Princic

Cultura enologica, culinaria, artistica e solidarietà sono stati gli ingredienti cardine, come da tradizione, della serata organizzata qualche giorno fa dall’associazione Degustatori di Valdobbiadene, al ristorante “Da Gigetto” di Miane.

A fare gli onori di casa e ad aprire l’evento è stata Elisa Piazza, presidente dell’associazione di cui fa parte un nutrito gruppo di giovani imprenditori vitivinicoli legati dal medesimo intento, ovvero quello di valorizzare il territorio del Prosecco Superiore, le sue eccellenze artistiche, culturali, ma soprattutto enologiche, in parallelo alle proprie aziende.

Serata iniziata con la degustazione dei prodotti del Valdobbiadene, che è valsa da spunto per un interessante e proficuo confronto nel dibattito a seguire.

Tra realtà simili, ma con peculiarità diverse, l’ospite d’onore Robert Princic, enologo, titolare della cantina “Gradis’ciutta” ed ex presidente del Consorzio Collio ha condiviso la propria esperienza di produttore delle colline friulane, parlando di alcuni aspetti comuni tra il Collio e le aree del Valdobbiadene, le difficoltà incontrate nel proprio cammino per giungere ad un vino di riconosciuta e pluripremiata qualità e sui fattori alla base di una politica fondata sulla denominazione.

“La maggior diversità tra i nostri territori riguarda la “autoctonocità” dei vitigni - ha spiegato Princic alla sala, facendo un confronto tra le due terre - il Collio, pur se in un area molto più ristretta, rispetto al Valdobbiadene è ricco di numerose varietà di vitigni che richiedono ciascuno una propria metodologia di sviluppo: per cui è stato molto complicato far emergere un prodotto identificabile con il Collio. Per il Valdobbiadene, invece, il vantaggio sta nell’avere alla base un unico vitigno di partenza, la glera, ma in un territorio molto vasto, dove le caratteristiche del suolo non sono le stesse, per cui la strada della denominazione, in un prossimo futuro, potrebbe essere quella da percorrere”.

Al termine della discussione, a cui hanno preso parte anche il giornalista di “Slow Wine” Gianpaolo Giacobbo, l’agronomo friulano Giovanni Bigot e l'agronomo Enrico Battiston, i piatti della tradizione veneta sapientemente messi in tavola da Marco Bortolini, titolare del ristorante “Da Gigetto”, sono stati accompagnati dai vini friulani.

(Fonte e foto: Degustatori di Valdobbiadene).
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