Concorso nazionale "Ossi di seppia", al poeta 20enne Thomas Zanchettin di Mareno il premio speciale della giuria

Premio speciale della giuria al concorso nazionale “Ossi di seppia” per il giovane poeta Thomas Zanchettin, 20enne originario di Mareno di Piave.

Lo scorso 2 febbraio è avvenuta la premiazione ad Arma di Taggia, in provincia di Imperia, dove da 25 anni a questa parte si tiene un premio nazionale rivolto alla poesia inedita e dedicato alla figura di Eugenio Montale, Nobel per la letteratura nel 1975.

Al concorso hanno partecipato 1.919 autori provenienti da tutta Italia e America del Nord, America Latina, Medio Oriente e Israele. Quest’anno è stata istituita anche una categoria riservata agli under 21, alla quale Thomas ha partecipato con il componimento "Mi disse la notte" (riportato qui sotto), insieme ad altri 200 ragazzi.

Pur non salendo sul podio dei vincitori, il giovane marenese è stato insignito del "Premio speciale della giuria" (nella foto sopra l'attestato)  ed inserito nell'omonima antologia finale che raccoglie alcuni autori segnalati dalla giuria tecnica, composta fin dalla prima edizione da: Giuseppe Conte (uno dei maggiori poeti italiani viventi), Stefano Zecchi (filosofo e professore di estetica) e Tomaso Kemeny (poeta, tra i fondatori della Casa della Poesia di Milano). Segretario del premio è il poeta Lamberto Garzia.

Dalla scorsa estate Thomas collabora con Qdpnews.it, seguendo i Comuni di Mareno di Piave, Santa Lucia di Piave e Vazzola. “A Thomas vanno tutti i nostri complimenti - dichiara il direttore Gianluca Renosto - Nonostante la giovane età ha già dimostrato un talento e un’intraprendenza fuori dal comune e gli auguriamo un futuro ricco di successi e soddisfazioni”.

Mi disse la notte

Mi sono risvegliato e il mondo fuori

Era una spianata grigia, una prateria vestita d’un solo colore

Che mano dipinse nel sonno delle mie carni

Palpando il corpo della notte con mani nerborute,

Accarezzando stelle con sguardi maliziosi.

Mi disse la notte, sussurrando piano,

Che una farfalla non sentiva nel volo primaverile

Quell’insetto che, solo su di un gambo verde,

Volgeva gli occhi al cielo cercando

La stella del nord, la lanterna per il regno d’Orfeo.

Scrocchianti vertebre sul muscolo

Logoravano silenziosamente la cartilagine sul collo.

Non c’è che un frusciare d’erba nell’aria,

Un continuo ticchettio di rami di salice;

Un vuoto che rimbomba nell’antro ventricolare del cuore.

Tremano le scabrose corde che suonano

Grezzamente la musica dei miei pensieri

E risuona come un eco di disperazione

Nei versi carbonizzati su papiri d’Egitto

Che lascio marcire sotto valanghe di sogni.

Non accendo luci e lascio che il buio penetri nella stanza

Che odora di carta, non suona nemmeno il collo

E il silenzio avvolge l’orecchio con la sua coperta.

Mi disse la notte che il giorno aspettava dietro il monte,

Nascosto, aggrappato a radici esauste;

Aspettando che la luna lo prendesse per mano.

Come quel sole, anch’io la attendo, e spero

Che nella sua grazia femminea mi rialzi sorridendo.

Lo scorrere delle lancette è più gradevole se,

Ad oscurarlo, ci sarà la sua voce; mi disse la notte.


(Fonte: redazione Qdpnews.it).

(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
#Qdpnews.it

0
0
0
s2sdefault

// Storie di Sport